“Volevo ringraziare voi di Rete del Dono e tutti i donatori. Essere utili agli altri è un piacere. Il piacere di fare la propria parte ci fa sentire meglio”. A pochi giorni dalle Paralimpiadi di Rio 2016, Alex Zanardi emana un entusiasmo che lo rende davvero fonte di ispirazione. Perché non è solo un campione, con 3 ori olimpici e 8 ori mondiali all'attivo, non solo ha un'associazione Bimbingamba con cui aiuta i ragazzi amputati e coinvolge tante persone a raccogliere fondi e impegnarsi, ma riesce a pensare sempre in grande.

Alex racconta delle prossime sfide, come la vita, l'incidente e soprattutto lo sport lo abbiano portato a conoscere quelle che lui chiama “persone speciali”, i suoi compagni di squadra. Sono disabili che sanno valorizzare al 200% la propria vita, che vedono le potenzialità invece che le mancanze. E poi c'è la Venice Marathon, che ad ottobre lo troverà di nuovo testimonial, in prima fila con la sua Bimbingamba e i tanti che correranno con lui per raccogliere fondi per le Onlus coinvolte.

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Alex, partiamo da Rio 2016: perché in Italia degli atleti paralimpici si raccontano le storie personali e non le qualità sportive?

In parte è colpa dell’idea che abbiamo di disabile. Bisognerebbe conoscerli. Ci sono disabili che si sentono loro stessi sfortunati, a cui la vita ha negato un possibilità. Invece ce ne sono tanti altri che hanno mille obiettivi e tante speranze, che non si fermano davanti alle difficoltà. Una cultura migliore premierebbe questi ultimi e aiuterebbe a dare speranza a chi non ne ha.

 

Le Paralimpiadi portano speranza? In Inghilterra il video di Channel4 punta sulle capacità, invece che sulle mancanze.

Il video di Channel4 ti fa venire voglia di guardare le paralimpiadi e non è un caso che i giochi di Londra 2012 siano stati i migliori di sempre. Hanno lanciato i giusti messaggi, chi è venuto si aspettava sport, non solidarietà.

 

 

Tu hai fatto tanto per far passare anche qui questi messaggi.

Sono felice di aver dato il mio modesto contributo, la vita mi ha dato un’esposizione rara. Non ho meriti speciali, ma ho contribuito.

 

Come le vedi queste gare? Arriva l'oro?

Ho 50 anni e avversari giovani e agguerriti. Per me ogni mese che passa è pesante. Ma la parte più bella è sempre la preparazione. Ci si augura di finire con l’oro, ma che io vinca o straperda, io mi devo godere la giornata. Comunque ci metterò l’anima pur di non cedere mezza ruota.

Alex Zanardi

Quanto vale lo sport per chi ha una disabilità, per chi ha subito un incidente come te?

La verità è che questo è un mondo bellissimo. Non avessi avuto l’incidente, non l’avrei scoperto. Dico sul serio. Quelli con cui corro sono individui selezionati, soprattutto caratterialmente. Partono dal lavoro mentale e poi hanno scoperto di essere portati anche fisicamente. Sono persone fonte di ispirazione per me. Io sono il più esposto. I miei compagni della nazionale fanno cose incredibili, forse anche migliori di me che ho un portafoglio diverso. E non sono retorico.

 

Bisognerebbe sensibilizzare chi ha avuto un incidente.

Andate a vedere una gara di uno sport paralimpico. La prima volta che ho conosciuto un ragazzo amputato bilaterale dopo il mio incidente, le sue parole hanno avuto più effetto su di me che quelle del primario. Dimostrava che la sua vita valeva, che sapeva come valorizzarla.

Alex Zanardi con l'associazione Bimbingamba

 

E i “normodotati”? Anche loro dovrebbero conoscere questo mondo.

Vadano in un centro di riabilitazione, si confrontino. La condivisione aumenta la bellezza dell’evento. La condivisione lenisce il dolore. Ammetto che recarmi al centro di riabilitazione la prima volta e vedermi circondato mi ha aiutato molto a superare le mie paure e ad aprirmi nuovi orizzonti.

 

Ci sarai quest’anno alla Venice Marathon?

Non posso mancare. è stata la prima gara che ho vinto in handbike nel 2009. Grazie a Venice abbiamo raccolto fondi importanti per Bimbingamba e aiutato oltre 200 bambini con tante operazioni per ciascuno. A vederli mi si scalda il cuore. Aiutare non è un dovere, ma un privilegio.