Quando Dayana e Michele hanno aperto una campagna per i bambini che andranno ad aiutare, gli amici li hanno sommersi di entusiasmo, donando 1000 euro in 12 ore

Da anni sognavano di partire per una di quelle esperienze di vita, un paese straniero per conoscere una realtà difficile, di quelle che si vedono solo in televisione, che i siti di offerte di viaggio non mostrano mai. Hanno incontrato gli operatori di Mission Bambini, che hanno fatto loro un nome: e hanno ricevuto il nome di un piccolo comune della Repubblica Domenicana: Monte Llano.

Niente spiagge caraibiche, dimenticate i cocktail con l'ombrellino e i bungalow. A Monte Llano ci sono i profughi di Haiti, scappati dalla povertà e dagli scontri sociali seguiti al terremoto del 2010. E tra quelle baraccopoli ci sono i bambini che Mission Bambini aiuta e che i due fidanzati andranno a conoscere e sostenere.

 

Cosa vi ha spinto al personal fundraising?

Dayana: ci è sembrato naturale. Il viaggio e l'alloggio lo paghiamo noi, sia chiaro. Ma il nostro entusiasmo per questa esperienza volevamo sfruttarlo per fare qualcosa di più. Perciò abbiamo pensato di rivolgerci alla nostra rete.

 

Avete raccolto 1000 euro in 12 ore e continuate a crescere velocemente: come avete fatto?

Michele: Una sera abbiamo pensato – abbiamo quasi 1000 amici su Facebook. Se anche donassero un euro, sai quanto raccogliamo? Dai proviamoci. - La realtà è andata ben oltre le aspettative. Siamo partiti dai parenti stretti, che hanno dato tanto e subito, poi gli amici vicini, i colleghi, i conoscenti. Ora siamo agli amici sui social.

 

Qualcuno vi ha sorpreso?

Michele: Gli amici che di solito sono più “tirchi” in compagnia. Ecco, loro hanno donato subito. Poi mi vengono in mentre altre persone che ho conosciuto e ricontattato su Facebook. Pur non vedendoli quasi mai, si sono appassionati. Non me l'aspettavo.
Dayana: Ad essere onesta, mi hanno stupito il mio ex e la sua famiglia.
M: Io però la mia ex non l'ho contattata.

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Vi hanno chiesto di raccontare la vostra esperienza mentre sarete là?

Dayana: Quasi tutti, con una grande dimostrazioni di affetto. Ci hanno chiesto le foto, i video su whatsapp. Hanno anche domandato a cosa servono i soldi, ma nessuno voleva un report o cose simili, era più curiosità. Ci hanno dato tanta fiducia.

 

Avete desiderato tanto questo viaggio solidale, ma ora avete paure?

Dayana: Ho un po' di timore degli insetti, a dir la verità
M: Non piacere ai bambini. Sai quando prendi in braccio un bambino e piange? A me capita spesso, sarà la barba. Ma sono sicuro che riceveremo molto di più di quanto daremo.

Dayana e Michele

L'entusiasmo che vi spinge è aumentato grazie alla raccolta fondi?

D: Il nostro viaggio è già iniziato. Io ci penso tutti i giorni, a cosa faremo lì, a cosa manca da fare, portare. Quando abbiamo iniziato e siamo volati a 1000 euro ci sembrava di aver vinto alla lotteria. Ci mandavamo i messaggini dalla gioia.
M: La raccolta fondi mi ha già proiettato là. È una nuova emozione.

 

La vostra vacanza è una esperienza di coppia forte, ma a sentirvi anche la raccolta fondi lo è stata

M: Certo, l'abbiamo pensata insieme in tutti gli aspetti, anche se poi Dayana l'ha gestita perché è più esperta in comunicazione.
D: Dico solo che per fare due foto per Mission Bambini ci abbiamo messo una sera intera e circa 80 scatti. Però è stato divertente davvero.

 

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