“Per me il sorriso è una parola d'ordine, dopo che è mancato per tanti anni. Lo sport mi ha aiutato a ritrovarlo e ora voglio portarlo ad altri col mio impegno”

Il 30 giugno Elia scenderà in pista a Lemans per una 24 ore di pattinaggio, una delle gare più difficili al mondo. Sarà la seconda di tre sfide sportive che si è imposto l'anno scorso: 3 ultra maratone nei 3 relativi sport: corsa, MTB e pattinaggio in linea. Nel frattempo, ha unito le gare a una gara sociale: raccogliere fondi per finanziare un campus estivo del Kiwanis Club Verbania per bambini affetti da sindrome dello spettro autistico.

Elia, come è nata la decisione di legare una raccolta fondi?

Ho iniziato con la Maratona di Roma. Un mio amico mi fece notare che era possibile correre e aiutare una non profit. C'erano i clown dottori di Cooperativa Ridere per Vivere che si appoggiavano a Rete del Dono, e nella mia storia ho avuto un brutto rapporto con gli ospedali e periodi in cui sorridere era veramente difficile. Mi è sembrato naturale scegliere loro. Stavolta ho voluto cercare un gruppo della mia città che accettasse il mio progetto.

È stato lo sport a riportarti questo sorriso contagioso?

Mi ha aiutato molto. Ero diventato sedentario, fumavo e avevo altre cattive abitudini. In un periodo all'estero all’estero molto duro, ho deciso di riprendere le redini della mia vita. Avevo tempo libero e decisi di non lasciarmi andare, ma di riprendere gli sport che mi piacevano da bambino: pattinaggio, corsa e bicicletta.

E sorridere è diventato sempre più importante.

È la parola cardine di tutto quello che è arrivato. Mi sono dato come impegno quello di cercarlo sempre. E vorrei aiutare a sorridere anche altri che soffrono o sono in difficoltà.

Cosa ti ha dato legare una causa sociale?

Sono onesto, spesso la motivazione manca per allenarsi. Il tempo è poco, gli sforzi richiesti tanti. La finalità benefica mi dà una spinta che da solo spesso non troverei.

Come hai fatto a raggiungere così tanti donatori?

Molti sono sconosciuti. Volevo condividere l'iniziativa e non essere più chiuso in me stesso. E il messaggio è girato.

A proposito di messaggi, ce n'è uno che ci ha colpito: “Maurone” che ti vuole dare un bacio se completerai l'impresa. Ci racconti chi è?

Ecco, guarda la potenza del personal fundraising e della rete. Non lo sentivo da tanti anni, vive pure lontano. Invece ecco Maurone che mi dona subito e mi manda pure un messaggio. Pensa che in alcuni momenti e avevo pensato di fermarmi perché la fatica era davvero tanta, invece questo affetto mi ha spinto.

Adesso come va?

La motivazione è a mille. Pensa che alcuni amici hanno pure preparato il salvadanaio di Ultrasmiles da mettere nei loro ristoranti o nei bar per raccogliere anche soldi offline. Li apriremo insieme alla fine delle corse. Oggi vedo davvero possibile il traguardo dei 4000 euro.

Scopri e SOSTIENI il progetto di Elia!