Un’avventura, uno straordinario viaggio attraverso l’Italia su un “poderoso” mezzo di trasporto, l’Ape Calessino. Ma soprattutto la dimostrazione che la solidarietà può assumere molte forme e che anche la riscoperta dei paesaggi più belli d’Italia può diventare occasione per schierarsi dalla parte di chi ha bisogno e aiutarlo concretamente. Tutto questo e molto altro ancora è The Gira, progetto solidale che in pochissimo tempo ha raggiunto il suo obiettivo di raccolta fondi sulla piattaforma di Rete del Dono, nato per sostenere la ricerca contro la SLA.

All’indomani dell’importante traguardo - oltre 5.300 Euro raccolti grazie alle prime 65 donazioni - abbiamo voluto intervistare Massimo Arioli, uno dei fondatori di The Gira, per raccogliere le prime impressioni a caldo. Ecco cosa ci ha detto.

Massimo, innanzitutto grazie mille per la disponibilità. Il progetto The Gira (The Great Italian Rickshaw Adventure) si è rivelato un successo.

Sì, siamo molto soddisfatti. Abbiamo iniziato quasi per gioco e non potevamo certo sapere che avremmo raggiunto il nostro obiettivo solidale in così poco tempo. Secondo me la raccolta fondi ha funzionato grazie al supporto di Rete del Dono. All’inizio ci avete fornito molti consigli più utili e la piattaforma stessa si è rivelata un ottimo strumento per la visibilità complessiva del progetto e per la garanzia della trasparenza della raccolta fondi stessa. Oltre al vostro aiuto, preziosissimo nella fase iniziale e per partire col piede giusto, un altro elemento di successo è stato il coinvolgimento degli equipaggi che hanno attraversato l’Italia a bordo dei Calessini. Grazie ai loro canali digitali hanno permesso a molte persone di conoscere The Gira e l’idea che la anima; ma il loro impegno è andato ben oltre ai social network. Penso a Stefano Corti de Le Iene, che si è messo a “vendere” baci e abbracci per raccogliere fondi e sostenere la lotta alla SLA.

Come è nata The Gira? E come mai avete associato una sfida solidale al progetto?
Nasce l’anno scorso. Mio fratello è tornato dall’India dove qualcosa di simile esiste già. I turisti pagano e fanno il giro del paese a bordo di risciò motorizzati. Allora ci siamo detti: replichiamolo in Italia! Siamo il paese più bello del mondo dal punto di vista paesaggistico e artistico. Facciamolo scoprire utilizzando un mezzo “lento”, le cui caratteristiche precludono l’utilizzo dell’autostrada.

La sfida solidale? Molto semplice: a una mia carissima amica, madrina di battesimo di mio figlio, è stata diagnosticata la SLA. Vivere da vicino questa difficile situazione mi ha convinto che fosse giunto il momento di fare qualcosa.

Le persone che avete incontrato lungo la strada hanno capito il senso della vostra iniziativa?
Assolutamente sì. Voglio citare questo episodio per far capire il clima che ha permeato il nostro viaggio: uno dei nostri equipaggi arriva in un paesino sperduto del Sud Italia cercando un posto dove fermarsi. L’orario non è dei più agevoli: bar e negozi sono tutti chiusi. Una signora, resasi conto della situazione, apre la propria macelleria, porta un po’ di pane da casa e offre gratuitamente panini ai nostri esploratori. Ecco, decine e decine di storie come questa, all’insegna dell’accoglienza, hanno rappresentato la cornice di The Gira.

Cosa vi ha insegnato la prima edizione di The Gira?
Che l’Italia è bellissima, è un paese pieno di persone fantastiche. Che blogger, instagrammer e influencer hanno raccontato perfettamente questa bellezza. Che i social media, se usati con criterio, sono un ottimo veicolo di visibilità e solidarietà. Ma soprattutto che in un paese come il nostro, in cui spesso ci si lamenta a torto di tutto ciò che non va, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche e fare da soli, senza aspettarsi niente da nessuno. Vale per il turismo e per le eccellenze che The Gira ha avuto la fortuna di raccontare, vale anche per la solidarietà, il Non Profit e le raccolte fondi a fini benefici.  

Qualche anticipazione sulle prossime iniziative?
Il 3 settembre si chiude la Catania-Milano, uno dei percorsi organizzati in questi primi cento giorni di attività. Poi ci sarà la tappa Milano-Amalfi e ritorno, prevista tra metà e fine settembre. Il prossimo anno vogliamo riproporre il format in Italia ed estenderlo anche in Europa. Già nel 2016 partiremo dalla Spagna.