Pedalare forte per ripulire il mare dalla plastica. Sembra strano ma è possibile grazie al Plastic Buster Strade Bianche 2019, una campagna di crowdfunding solidale del Rotary Club su Rete del Dono per la storica corsa ciclistica sulle strade sterrate delle colline toscane. Si monta in sella il 10 marzo e si sostiene un ricercatore dell’Università di Siena, che monitora il livello d’inquinamento nel Mediterraneo.

Adesioni da tutto il mondo su Rete del Dono

“Due fundraiser arrivano dalla California, gli altri dall’Europa: Regno Unito, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria e Germania”. Il 30% degli iscritti proviene dall’estero, spiega Manuel Giuggioli, responsabile progetti e commissione sport del Rotary Montaperti Castelnuovo Berardenga (Siena), nonché promotore della campagna. Usando la piattaforma online di Rete del Dono è stato semplice raggiungere velocemente tutto il mondo, con la massima trasparenza e velocità. Certo è tutto ancora più facile quando si può contare sul network globale del Rotary Club: “L’associazione rotariana ‘Cycling to serve’ ci ha permesso di allargare la platea. Il presidente Jean-Luc Berger dà un ottimo esempio: ha raccolto da solo oltre 900 euro per la campagna”.

Pettorali sold out

Anche gli altri donatori hanno risposto alla grande: 15mila euro in totale, ben oltre le aspettative. “Servivano 200 euro per ottenere un posto in griglia. Avevamo come obiettivo 5mila euro, siamo arrivati presto a 10mila e abbiamo chiesto qualche posto in più: i 20 pettorali successivi sono stati bruciati in 20 giorni”. La campagna ha avuto più di 100 donazioni e non finisce di stupire i suoi promotori: “Quattro adesioni sono arrivate fuori tempo massimo e abbiamo dovuto chiedere una deroga per iscrivere comunque i corridori, che è in attesa di conferma”.

La rete personale al servizio del crowdfunding

Rete del Dono è stato molto utile e funzionale per ingaggiare i ciclisti in primis e supportarci nella condivisione della campagna di raccolta fondi. La piattaforma, semplice e immediata da utilizzare, unitamente al supporto tecnico del suo staff ha data un buon contribuito. Ça va sans dire che il network personale nell’ambiente sportivo fa la differenza. “Al contrario dei podisti, i ciclisti di solito non cercano sulle piattaforme di crowdfunding le gare: prima gli arriva la notizia di una corsa, poi la trovano in rete”, spiega Giuggioli.

Un mare da salvare

L'idea di legare la raccolta all'inquinamento marino è venuta al presidente della sezione, Daniela Bellucci, ma tutti i membri del Rotary Club Montaperti si sono tuffati a capofitto nella sfida. “La sostenibilità ambientale è uno dei filoni a cui si dedica il Rotary Club”. “Plastic Buster” è un progetto di ricerca che coinvolge otto istituti, sia pubblici che privati. Fa da capofila l’Università di Siena, con la dottoressa Maria Cristina Fossi. “La somma che raccogliamo finanzierà l'assunzione di un ricercatore dell’ateneo, che altrimenti non potrebbe lavorare per mancanza di fondi”. Accanto al Rotary ci sono i corridori del team Sky, testimonial d'eccezione per la campagna. L'azienda, da tempo impegnata su questo fronte, sensibilizza il pubblico con il suo progetto “Sky un mare da salvare”.

Sostegno al progetto locale, non donazione generica

Come sottolinea Manuel Giuggioli, il Rotary Club opera attivando un “service”, cioè un’iniziativa che prevede un sostegno finalizzato a una causa precisa, non una donazione economica generica. “I service attivati dal Rotary Club Montaperti hanno un respiro internazionale, ma anche effetti tangibili a livello locale. Strade Bianche si corre a Siena e noi supportiamo l’Università della città. L’anno scorso abbiamo sostenuto un’associazione che si batte contro la violenza di genere, due anni fa una che si occupa di persone autistiche. Il nostro contributo è sempre rivolto a un progetto concreto”.