Un crowdfunding speciale per sostenere i paratleti di Alex. Per l'evento annuale, StartupItalia ha scelto di portare tre ragazzi a Tokyo 2020.
 
Oltre i confini, Beyond Borders. Quest'anno l'evento più importante di StartupItalia, StartupItalia! Open Summit, vuole spingere le giovani aziende a guardare oltre i confini. Confini territoriali, certo, ma anche quelli personali. E chi meglio di un campione in tanti sport e nella vita come Alex Zanardi poteva incarnare un messaggio come questo. Non solo porterà la sua esperienza di vita e di impegno, ma il team degli organizzatori ha deciso di abbracciare il suo sogno di Obiettivo3 onlus di portare 3 giovani atleti alle paralimpiadi di Tokyo 2020, con una raccolta fondi pubblica per comprare 3 hand bikes. Ce lo racconta David Casalini, cofondatore e amministratore delegato di StartupItalia
 

Perché la scelta di sostenere la causa di Alex?

Parlando di resistenza, coraggio, voglia di superarsi, abbiamo pensato subito a Alex Zanardi. Lo abbiamo contattato e lui ci ha parlato di Obiettivo3 e abbiamo deciso di condividere la sua sfida e il suo sogno!
 

Per quali motivi avete scelto il crowdfunding?

Crediamo molto nella forza delle persone e del potere di cambiamento che nasce nel momento in cui le persone si uniscono e spingono una innovazione dal basso. Non sempre si tratta di tecnologia o di mondi digitali: abbiamo visto crescere storie e realtà imprenditoriali importanti proprio dall’aggregazione dei desideri delle persone di sostenere un’idea o una soluzione che ritenevano importante.
 
Open Summit Startup Italia, Alex Zanardi
 

In che modo state spingendo la raccolta?

Abbiamo costruito una strategia a tutto tondo, sicuramente sfruttando a pieno i canali digitali (social, email, newsletter, video, ecc) ma anche coinvolgendo le persone. Abbiamo chiesto a tutti i nostri partner – anche corporate – di condividere con noi la sfida e devo riconoscere che alcuni ci hanno veramente stupito, come ad esempio AXA e 4Ward
 

Come avete fatto a coinvolgere le due aziende?

4Ward e AXA fanno parte della rete di aziende con cui lavoriamo tutto l’anno e che hanno sposato fin dall’inizio lo StartupItalia! Open Summit. Abbiamo raccontato loro della nostra idea di abbracciare il progetto di Alex. Entrambe, per motivazioni diverse, hanno sentito una grande affinità con i suoi valori e con il suo progetto e ci hanno chiesto come potevano dare il loro sostegno.
 

Che emozione è stata incontrare Alex Zanardi?

La prima volta ho sentito un brivido: non so se fosse solo ammirazione, quello che è certo che è un motivatore naturale. Senza fare nulla di speciale, semplicemente raccontandomi il suo progetto, mi ha trasmesso una grande carica positiva che ci ha convinto a coinvolgere per la prima volta i nostri lettori in una campagna di charity crowdfunding.
 
Dottor Costa Obiettivo 3

 

Cosa hanno in comune una startup e Alex?

In fine dei conti una startup è il progetto visionario di una persona motivata e in grado di guardare le cose da un altro punto di vista. Occorre essere capaci di vedere le cose da una prospettiva non comune, applicarsi con fatica e sacrificio, cercare le risorse necessarie e, perché no, collezionare dei fallimenti che servono però a migliorarsi e raggiungere il traguardo. Alex tutto questo lo ha testimoniato con la straordinaria impresa che ha compiuto prima e dopo l’incidente che gli ha cambiato la vita (forse in meglio come dice lui stesso). Per quanto riguarda l’impegno sociale non posso che pensare a quante cose belle le startup stanno facendo nel settore sociale e in quello del welfare e quanto possano trarre da un esempio come quello di Zanardi.
 

Perché consiglieresti di partecipare all'Open Summit?

Prima di tutto perché sarà il più grande evento italiano dedicato all’innovazione; perché avremo con noi 62 top speaker; perché sono previsti 20 panel di discussione che coinvolgeranno più di 130 relatori; perché 100 giudici eleggeranno la miglior startup dell’anno. Più importante di tutto però è il fatto che ‘vista dalla luna la terra non ha confini’ e che la sfida che abbiamo di fronte non è conquistare una città o una nazione, ma andare davvero oltre i confini e, a noi, le sfide piacciono parecchio!
 

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