2100 km in bicicletta da Moretta a Gibilterra. Un’impresa sportiva difficile guidata dalla motivazione di una grande raccolta fondi.

 

Il sogno di una vita diventato realtà

Matteo Laudati ha sempre sognato di prendere la bici e partire per un viaggio che lo mettesse alla prova sia fisicamente che mentalmente. A novembre 2017 si è presentata l’occasione e non se l’è fatta sfuggire. Un percorso lungo 2100 km, da solo, in sella alla propria bici da Moretta, il suo paesino, fino a Gibilterra.

La raccolta fondi solidale imitando lo zio

C'è sempre qualcuno che ti fa scoprire una novità, e per Matteo è stato lo zio. Ematologo all'ospedale Regina Margherita di Torino, è un veterano delle pedalate benefiche. “Ho deciso di seguire il suo esempio e mi sono attivato anche io in prima persona per aiutare i bambini affetti da leucemia ospiti della stuttura. Rete del Dono è anche convenzionata con il Regina Margherita. Con il supporto dello staff della piattaforma, in due clic era già tutto pronto!”

Le difficoltà del viaggio e la paura di non farcela

Se iniziare la raccolta fondi è stato facile, il percorso di Matteo è stato tutt’altro che semplice. Ha dovuto affrontare condizioni metereologiche sfavorevoli soprattutto nei primi giorni di viaggio. I chilometri percorsi in Francia sono stati i più duri a causa del vento freddo a sfavore che colpiva la costa e la neve che è caduta durante il tragitto. Queste condizioni, affrontate per la prima volta e in solitaria, hanno messo a dura prova il fundraiser: “dopo la prima sera volevo tornare indietro. Il freddo, la fatica e la solitudine mi avevano scoraggiato”.

La motivazione data dalla raccolta fondi solidale

La motivazione e la forza di andare avanti gliele ha fornite l’obiettivo solidale che si era prefissato. Deludere le persone che avevano creduto in lui donando, sarebbe stato molto più grave che mancare l’obiettivo in sé. È qui che ha trovato la spinta per non mollare e, superata Marsiglia, il viaggio è stato in discesa, ci rivela Matteo: “Mi sono detto: ormai sono qua e sto bene, non posso mollare! Da Pignano a Girona e da Alicante a Gibilterra ho trovato bel tempo e ho potuto apprezzare il mare e l’entroterra. Ho iniziato a godermi questa esperienza”.

Cosa regala umanamente un’esperienza così provante

Può sembrare semplice partire per un viaggio in bici, ma quando ci si trova ad affrontare un percorso lungo 20 giorni in solitaria, i pensieri che si affollano nella mente sono tanti. Matteo ha sofferto in particolare a livello emotivo la prima fase del viaggio. Lasciare tutto a casa e affrontare un’esperienza mai provata è un passo difficile: “I primi giorni ho avuto paura del viaggio, dei possibili inconvenienti. Ho avuto timore di fallire e di non farcela”. Giorno dopo giorno però ha acquisito fiducia e portato a termine un’esperienza che gli ha lasciato tanto e che gli ha permesso di riflettere anche sui problemi che si presentano nella vita di tutti i giorni: “Ho capito che le difficoltà vere emergono dai rapporti quotidiani tra le persone, mentre un viaggio in solitaria mette di fronte ai tuoi limiti personali e a quelli meccanici della propria bici. Niente di irrisolvibile!”

Un'esperienza da consigliare a tutti gli amanti della bici

Il bilancio di Matteo è positivo. Un viaggio di 2100 km è un grande passo che però lascia tanto a livello umano. Legare questo percorso a una raccolta solidale, nobilita il viaggio e garantisce motivazione e forza per arrivare fino in fondo. “Consiglio questa esperienza agli amanti della bici e a chi vuole mettersi alla prova. Un compagno di viaggio e un’analisi del percorso più approfondita, mi avrebbero aiutato. Del resto, per imparare devi sbatterci la testa!”

Sosteniamo Matteo e la sua raccolta fondi