Hanno affrontato il tumore, la cure, la ripresa. Hanno iniziato a raccogliere fondi per la ricerca contro la loro malattia e per farlo hanno scelto la corsa. Ne è nato un gruppo di amiche, di donne appassionate ed entusiaste. Quest'anno il Pink is Good Running Team di Fondazione Umberto Veronesi festeggia il 5° anniversario e ha deciso di farlo allargandosi a nuove città. Dalla storica Milano, apriranno nuovi gruppi a Verona, Torino e Roma.

Lo storico gruppo delle 60 runner solidali ha lanciato una chiamata per nuove partecipanti. Hanno trovato 80 nuove leve “Un bel numero su 4 centri”, conferma Giulia Veronesi, responsabile del progetto, “è anche un nuovo inizio su quattro realtà dove questo progetto non era conosciuto come in Lombardia, ma ha raccolto comunque un discreto interesse”.

 

Una nuova motivazione dopo la malattia

La storia delle Pink è nota a Milano, dove si allenano e si ritrovano. Sono donne che hanno affrontato la malattia e hanno trovato nello sport e nell'impegno solidale una nuova motivazione per ripartire. “Bisogna avere la voglia di metterci la faccia, essere in prima linea dopo un'esperienza dura, che mette in discussione il proprio rapporto con il mondo e con il proprio corpo”. Chi ha affrontato un tumore femminile e le cure che seguono sa che il fisico ne esce provato. “Nel gruppo e nell'affiancamento che diamo hanno trovato nuove amiche con cui confrontarsi, una nuova forza, la soddisfazione di portare a casa un risultato sportivo e quello di ritrovare il rapporto con se stesse, di vedere che il corpo risponde e che è possibile ritrovare quella cura di sé che spesso si perde”.

Le pink

 

Aiutare la ricerca contro il tumore per aiutare tante altre donne

C'è poi l'appagamento della raccolta fondi, di contribuire ad aiutare altre donne a non passare le stesse difficoltà: “Mi colpisce sempre una storica veterana, che si è ammalata per la prima volta 24 anni fa - racconta Giulia - Ricorda la durezza della chemioterapia e l'invasività delle cure. Purtroppo è metastatica e la malattia è tornata, ma dice sempre di essere grata alla ricerca per gli avanzamenti che hanno reso tutto più sopportabile”.

Dopo tanti anni a 30 mila euro di obiettivo, quest'anno la Fondazione ha alzato l'asticella a 60 mila, visto l'aumento delle partecipanti. I fondi raccolti andranno a un progetto di ricerca preciso, anzi a due borse di ricerca. In passato, le Pink hanno anche incontrato i ricercatori che hanno “adottato”, se così si può dire.

 

Un entusiasmo contagioso

Chi ha conosciuto il progetto Pink is Good ne è rimasto colpito per i sorrisi e lo spirito che contraddistingue le runner. “È una grande soddisfazione lavorare con loro – assicura Giulia Veronesi - Vedi la metamorfosi di queste ragazze, come correre e stare insieme le aiuti a riacquistare sicurezza, a sentirsi belle come non si sono sentite da tanto tempo. Gli sguardi spersi delle prime volte scompaiono quando arrivano ai traguardi delle mezze maratone o delle maratone. Lasciano molto, anche a chi sta loro vicino”.