“Power to the people” direbbe John Lennon. Con il digitale, le Organizzazioni non profit stanno scoprendo un nuovo mondo e la forza dei donatori medi e piccoli; ma anche che, coinvolgendoli appena un po’ di più, tanti di essi possono trasformarsi in fundraiser appassionati e credibili delle proprie cause. Ecco qualche esempio di tutte le potenzialità offerte dal Personal Fundraising su Rete del Dono.
 

Cecilia e lo spirito di squadra

Partiamo con Anywhere for TOG, la raccolta fondi di Cecilia Vianini in favore di Fondazione TOG e dei bambini con disabilità che da anni assiste. Il suo sostegno va alla nascita del nuovo Centro di riabilitazione TOG di Milano, che ospiterà laboratori dedicati all'acquisizione di abilità professionali e un polo per la specializzazione di operatori clinici ed educativi nel campo della disabilità e della fragilità educativa. Cecilia, ex campionessa italiana di nuoto e olimpionica, sta coinvolgendo nella sua campagna gli atleti del suo storico Centro Sportivo (la DDS Milano) e grazie al gioco di squadra ha già abbondantemente superato l’obiettivo di 3.500 € che si era prefissata.
 

Il compleanno di Vittorio: "Regalami una donazione"

C’è poi chi non si dimentica delle persone più fragili anche e soprattutto in un momento di festa. Vittorio Sabbadin, che per il suo sessantesimo compleanno ha chiesto ad amici e parenti un regalo molto speciale: quello di donare in favore di AGDB Verona, che dal 1984 segue le persone con sindrome di Down dalla nascita fino all'età adulta. Con ancora un mese di campagna, ha già raccolto quasi 4.500 € e coinvolto 54 donatori perché, come scrive sulla sua pagina di donazione, “il benessere di ciascuno è connesso al benessere di tutti”.
 

Stefano, laurea con dedica a tutti gli studenti del mondo

Chi meglio di un neolaureato può comunicare l’importanza dell’istruzione? Il pensiero di Stefano Mozzoni, in occasione della sua Laurea, è andato immediatamente a chi rischia di non potervi accedere. Ha deciso infatti di sostenere Terre des Hommes in Libano, dove dopo 10 anni di guerra sono rifugiati oltre 1 milione e mezzo di siriani: i progetti nel Paese puntano a consentire ai bambini libanesi e siriani l’accesso a un’istruzione in grado di garantire loro un futuro migliore. Il suo obiettivo di raccolta, a 80 giorni dalla chiusura della campagna, è già quasi stato raggiunto.
 

Emanuela e il coraggio di metterci la faccia

Il Personal Fundraiser più credibile è quello che vive in prima persona la causa, che associa la sua richiesta di donazione alla propria testimonianza diretta. È il caso di Emanuela Traversini, che con la sua campagna Chiarapunzel CAN ha già raccolto 7.500 € per Cure Angelman Now 2021: “all’inizio ero un po’ preoccupata per dover esporre l’esperienza della mia famiglia e di mia figlia, ma ho voluto tentare perché credo nella ricerca. Non so quanto lo storytelling stia aiutando le donazioni, ma di certo avere un blog e una pagina Facebook che da anni racconta la nostra lotta ha fatto sì che la cerchia a cui mi sto rivolgendo sia già sensibilizzata sulla sindrome di Angelman”. Emanuela è anche vincitrice del bando Dono e Dintorni 3^edizione realizzato da Fundraiserperpassione in partnership con Rete del Dono per premiare "la migliore esperienza di Personal Fundraising a sostegno di un'organizzazione non profit".

Si sta rivelando vincente infatti l’indicazione di Fast Italia ai propri Personal fundraiser, quella di associare ogni pagina di raccolta a un volto, a un nome, alla storia di un bambino beneficiario per rendere concreto l’impatto della campagna: “Talvolta ‘donare per la ricerca’ appare un po’ astratto, qui ognuno può rendersi conto che dietro ogni euro c’è una vita che può migliorare: le persone amano donare per altre persone, non per enti o cause indefinite”. L’idea arriva direttamente dagli USA, spiegano il consigliere Roberto Cattalano e la tesoriera Benedetta Sirtori: “La sede italiana di Fast è nata solo 3 anni fa e, pur conoscendo Rete del Dono, eravamo titubanti nell’intraprendere questa prima campagna di Personal Fundraising. Ci hanno convinti le sedi americana e inglese, che la propongono tutti gli anni sulla piattaforma JustGiving. E siamo stupiti di come stia andando, organizzarla è costato pochissimo e i risultati sono ottimi: segno che la cultura anglosassone del Crowdfunding ormai è matura anche nel mercato italiano”.