C'è calma tra le foto esposte nella galleria, eppure l'entusiasmo si sente e porta allegria. Quella di chi ha ricevuto la conferma di avere alle spalle una comunità di appassionati, attivi e pronti a darti una mano quando serve. Quella di chi scopre che il suo messaggio è arrivato fino a personaggi importanti, che per primi si sono messi in azione.

Fondazione Forma per la Fotografia ha lanciato una raccolta fondi per dar vita alla prima Biblioteca dell'Immagine d'Italia. La campagna di crowdfunding sta andando molto bene con più di 50 donatori e oltre 3.700 euro su un obiettivo di 5.000 euro. Un buon segno, come i tanti messaggi ricevuti, che però non stupiscono il direttore Robert Koch.

Direttore, alcuni donatori si sono sentiti talmente coinvolti nel vostro progetto da mettere a disposizione anche libri e foto di collezioni personali. Se l'aspettava?

Certamente e ne siamo felici. Nella seconda fase di questo progetto dovremo capire come gestire tutto questo materiale che ci è stato proposto ma che contribuirà sicuramente ad arricchire l’offerta. D'altronde questo è il cuore del nostro progetto, volevamo una biblioteca per le persone, costruita insieme alle persone.

Fondazione Forma

Perché provare un crowdfunding per una biblioteca?

Il crowdfunding è stata una naturale estensione del nostro desiderio di raggiungere più pubblico possibile e anche diverso da quello abitualmente appassionato di fotografia. La Fondazione Forma è nata come spazio con caratteristiche pubbliche e con l’obiettivo di divulgare la cultura della fotografia a Milano. La nostra è una comunità molto attiva e interattiva che si fa coinvolgere dalle iniziative che proponiamo. Perciò coinvolgere la nostra community anche nell'ideazione era importante, per promuovere al meglio una vera partecipazione.

Parla di partecipazione, ma cosa ne farà dei consigli ricevuti?

Ci interessavano le idee, e posso assicurare che stiamo rimodellando il progetto con gli spunti che abbiamo ricevuto. I suggerimenti sono stati tanti, il nostro compito è quello di ascoltarli. È un dialogo aperto.

Intanto la vostra community si è mossa bene e subito.

Molte persone hanno attivato a loro volta azioni per far girare il passaparola. Abbiamo visto partire iniziative spontanee inaspettate, e comunque non è mancata mai la sottolineatura sull'importanza del progetto. È stato un test per capire la bontà del progetto.

Anche il legame che avete costruito con la città di Milano ha contribuito al risultato?

Il progetto ha una valenza nazionale ma la Biblioteca sarà a Milano, quindi il legame con la città è intrinseco al progetto. Abbiamo, fin da subito, cercato di coinvolgerla nelle nostre iniziative, rivolgendoci anche a un pubblico diverso di quello solitamente appassionato di fotografia. Il senso di appartenenza e il legame con la città è subito emerso, lo abbiamo percepito organizzando i nostri eventi e momenti di incontro. Continueremo a farne durante e dopo l'apertura della Biblioteca per mantenere sempre vivo il legame con la nostra community. Dulcis in fundo, mi piace ricordare che anche molti fotografi meneghini si sono avvicinati a noi per raccontarci cosa sia per loro la città. E per fortuna c'è Milano!

Tra i donatori c'è anche un premio Strega. Come l'avete coinvolta?

Nessuno sforzo, ha fatto tutto lei per sua scelta. Quando la scrittrice Helena Janeczek ha contribuito spontaneamente ne siamo rimasti davvero colpiti. I commenti poi che abbiamo ricevuto da persone con una certa notorietà come lei non ci lasciano indifferenti, anzi ci stimolano a fare di più e fare meglio.

il direttore Roberto Koch

Se dovesse citare una lezione che ha imparato per una buona raccolta fondi?

Esser sinceri, appassionati e portatori di idee innovative. Il successo sta nel linguaggio, nella nostra capacità di essere empatici usando parole che tutti capiscono, solo così è possibile scatenare il confronto. Alla fine, le persone si sentono coinvolte e sono pronte a partecipare e quindi a donare, cosa mai facile, e tu ricevi non solo una donazione ma anche il giusto incoraggiamento per andare avanti, per andare oltre.

Per un progetto off-line come una biblioteca, non è un controsenso una campagna online?

È innegabile che internet sia oggi uno strumento fortissimo che permette di essere virale nella tua comunicazione, di arrivare lontano anche se la strategia migliore è quella di unire on-line e off-line. D'altronde la biblioteca è uno spazio fisico, ma pensare di chiudersi alla rete è un errore. Quello che è importante per noi è che la presenza nella rete corrisponde ad una presenza fisica e forte sul territorio. La rete poi permette di essere facilmente raggiungibile da tutti e di creare un passaparola che arriva ovunque e la cultura ha bisogno di passaparola. 

E per Natale cosa ci aspetta?

Il Natale sarà una occasione per proporre un regalo diverso, un pezzo di futuro, contribuendo in presa diretta alla fondazione della biblioteca. Chiunque potrà regalare un sogno, ovvero un pezzo della futura Biblioteca dell'Immagine. Non solo, chi vorrà potrà regalare ad un amico l’onore di essere nell'albo dei fondatori. Insomma, fare parte della storia di Milano.

Scopri il progetto della Biblioteca dell'Immagine e sostienila. Clicca qui.