Divertire e divertirsi facendo qualcosa di utile. Questa formula sta diventando uno dei nuovi trend del fundraising, almeno da #icebucketchallenge in poi. Di sicuro rappresenta, e non da oggi, il credo – e uno dei principali motivi di successo – della Movember Foundation. Un’organizzazione globale, fondata da Adam Garone, che lotta a sostegno della salute maschile e punta letteralmente a “cambiare faccia” al concetto di solidarietà.

Come? Invitando tutti gli uomini a lasciarsi crescere i baffi per tutto il mese di novembre e a promuovere nella propria cerchia di contatti la raccolta fondi per i programmi di ricerca e cura contro il cancro alla prostata e ai testicoli. Dopo essersi registrati sul sito della Movember Foundation, i Mo Brothers (i portabandiera della causa), diventano per un mese delle “pubblicità ambulanti”, come la fondazione, e “grazie ai loro sforzi sensibilizzano su temi spesso ignorati dalla salute maschile, facilitando un dialogo aperto su questi argomenti.” A essi si aggiungono le Mo Sisters, le donne che nel mese di novembre decidono di sposare la causa e aggiungersi ai 4 milioni di persone attive.

Dopo oltre dieci anni di attività la Movember Foundation ha raggiunto 21 paesi, ha raccolto la straordinaria cifra di 559 milioni di dollari e finanziato più di 800 programmi di ricerca.

Ho avuto la possibilità di intervistare brevemente Adam Garone, intervenuto sul palco del Web Summit di Dublino, il principale evento tech d’Europa, che per per tre giorni ha mobilitato l’attenzione globale sui temi collegati a nuove tecnologie, Internet e social media, senza escludere chi usa i mezzi digitali in nome della solidarietà.

Movember Foundation – ha spiegato Garone a conclusione del suo intervento – è diversa dalle altre iniziative di sensibilizzazione perché, mentre di solito si tende a sottolineare il numero di malati di cancro nel mondo, si pone l’obiettivo di fare qualcosa di utile, lasciando che sia il divertimento a ispirare le persone e a far assumere loro un ruolo attivo. L’esperienza dei fundraiser deve essere interessante e gratificante, altrimenti abbandonano il progetto.” Ecco come è nata l’idea di Movember, di cui in Italia, tra gli altri, si è fatta portavoce la Franchigia Romagna Rugby, associazione con la passione per lo sport a 15 e le buone cause, che sul nostro portale ha promosso una raccolta fondi.

“Quando la nostra raccolta fondi ha assunto volumi importanti ci siamo chiesti: che impatto vogliamo avere? Abbiamo analizzato lo status della ricerca a livello mondiale e notato che la maggior parte dei ricercatori si limitava a compilare bandi di finanziamento senza lavorare in team con altri ricercatori o condividere il proprio lavoro,” aggiunge Garone. “Per questo abbiamo deciso di creare un modello “Open Source”, che permette ai ricercatori di mettere a disposizione i dati di ricerca e condividerli con i colleghi.” Un meccanismo, questo, che ha generato un effetto “virale”, si potrebbe dire, e aiutato la comunità scientifica a crescere assieme, più velocemente.

Altro punto fondamentale sottolineato da Garone è la sua visione del concetto di Non Profit. “Non mi trovo molto a mio agio col concetto di Non Profit. Noi di Movember Foundation siamo per il profitto, ed è proprio questo nostro atteggiamento che ci ha permesso di raggiungere numeri importanti a livello di raccolta fondi.  Il nostro valore aggiunto è investire tutto il profitto raccolto per una buona causa: finanziare la ricerca per la cura del cancro alla prostata.”
Una mentalità inedita per molti, che utilizza la sana competizione tra fundraiser come leva per raggiungere tutti insieme un obiettivo importante: doing good, having fun!

Let’s join the movement, guys!