Fare squadra resta un traguardo importante per ogni azienda, farlo per aiutare chi è in difficoltà è un motivo d’orgoglio in più. Anche nel 2019, la Milano Marathon vedrà scendere in pista tante realtà produttive del nostro Paese. Hanno lanciato una sfida che non vedrà sconfitti, ma solo vincitori: programmi di Corporate Social Responsability - che coinvolgono i dipendenti - favoriscono il team-building aziendale, rinforzano lo spirito di gruppo, permettono di sviluppare i propri valori aziendali e aumentano la reputazione del brand. Tutto in nome della solidarietà.

Una giusta causa

Gli studi legali hanno raccolto prontamente la sfida e saranno tantissime le staffette di avvocati ai nastri di partenza: Allen & Overy, Bird & Bird, Cocuzza & Associati, Hogan Lovells, Latham & Watkins, LCA, Pedersoli, Ughi e Nunziante. Lo studio legale LCA, specializzato in assistenza legale d'impresa, difenderà il 7 aprile la causa di Airc: “Lo studio dona 200 euro a ogni team come contributo iniziale, un bel modo di incoraggiare i nostri runner", dice l’avvocato Giovanni Lega, managing partner di LCA. “Questa iniziativa, del resto, rientra in una serie di progetti solidali in cui ci siamo sempre impegnati: nel 2019 gran parte delle attività di fundraising finanzieranno Airc e corriamo per la prima volta la maratona per supportare la ricerca”. I giuristi fanno sul serio (“ci aspettavamo un paio di squadre, ne sono uscite sette”), ma senza perdere l’ironia, come dimostrano i nomi sulla pagina di Rete del Dono: “Tre uomini e una (in) gamba”, “Free Party Lawyers” e “I Turbo...lenti” sono solo alcuni di quelli scelti.

Se il fundraising vale doppio

Tra chi si sta allenando in vista della maratona ci sono anche aziende farmaceutiche come Pharmaxima e Pfizer Italia, che aiuteranno i bambini di Dynamo Camp, Fondazione Roche, che supporterà le attività di Airc, e Teva, impegnata nel progetto Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi. La campagna finanzierà il lavoro di un ricercatore specializzato in tumori femminili. Le staffette solidali dei dipendenti riceveranno una grossa mano dalla loro azienda, spiega Debora Orrico, Associate Director External & Corporate Communication: “La somma raccolta dai runner verrà raddoppiata da Teva: ci piace pensare che possiamo arrivare fino a 10mila euro”.

E l’entusiasmo cresce a vista d’occhio: “I corridori fanno un’ora di allenamento durante la pausa pranzo con un coach esperto. Sono divisi in tre gruppi in base al livello: qualcuno faceva già le maratone, altri non avevano mai corso”. Sudare fianco a fianco aumenta l’affiatamento in azienda: “Abbiamo coinvolto non solo i dipendenti della sede, ma anche quelli dei siti produttivi. Sono tutti molto agguerriti e si sentono parte di una grande squadra”. In questo modo Teva favorisce uno stile di vita più sano dei suoi lavoratori, senza dimenticare il ritorno d’immagine per l’azienda: “Alla fine dello scorso anno abbiamo lanciato un nuovo brand, accompagnato da un motto: ‘Aiutare le persone a sentirsi meglio’. Che significa fornire soluzioni a pazienti e medici, ma anche aiutare la comunità nel suo insieme, come faremo con la Milano Marathon”.

Solidarietà in gioco

Sono tanti pure gli istituti bancari e le società finanziarie o assicurative che prenderanno parte alla Milano Marathon. Circolo Italiana Assicurazioni, Fidelity International, Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, In Finance, Société Générale, The Carlyle Group e Willis Towers Watson, stanno definendo le loro squadre per l’appuntamento del 7 aprile. Così fa Mediobanca, forte di maratoneti e staffettisti entusiasti di fare la propria parte per Sport senza frontiere, che regala momenti di svago ai bambini più sfortunati.

“Lo sport ha sempre molto appiglio sui nostri dipendenti - spiega Simona Pirro, Hr Specialist - Oltre a una grande adesione (50 colleghi in tutto), c’è grande partecipazione agli allenamenti e tanti di noi hanno cominciato così a incontrarsi anche fuori dal lavoro”. Il beneficio, in questi casi è doppio: “Progetti di questo tipo supportano da un lato cause filantropiche, dall’altro aumentano il benessere aziendale. Tutti si sentono coinvolti, anche perché abbiamo puntato sul carattere ludico del progetto, presentandolo come una sfida giocosa che chiunque può vincere”. Nonostante sia la prima partecipazione alla Milano Marathon, l’organizzazione corre spedita: “La piattaforma di Rete del Dono è molto efficace e semplice da usare. Abbiamo soltanto dovuto ricordare alle squadre di aprire la propria raccolta”.

Le aziende in gara

Tra le tante aziende che hanno deciso di abbracciare la sfida sportiva e solidale, spiccano Vodafone e Cisco, entrambe a sostegno della onp Sport Senza Frontiere. Grande entusiasmo e sempre più atleti nelle staffette di Fondazione LHS, Pfizer e Engel & Volkers, che da anni sono grandi protagoniste della sfida solidale correndo rispettivamente per LILT, Dynamo Camp e Sostieni il Sostegno.

Il team di Nike Running ha già concluso con successo la sua raccolta supportando la non profit art4sport, che cura con programmi sportivi i ragazzi portatori di protesi. Molto attiva anche Whirlpool EMEA: l’azienda ha dato un suo importante contributo iniziale di 5mila euro, altrettanti proveranno a raccoglierli i suoi runner, per l’Associazione Caf. Obiettivo di questa non profit è acquistare un pulmino per gli spostamenti dei bambini vittime di abusi che vivono nelle comunità residenziali.

Sempre ben supportata è l’attività di Airc, che annovera tra i tanti con i runner di IGPDecaux e Lindt & Sprungl pronti a scattare per la ricerca contro il cancro. Ma non mancano nemmeno società sportive come Road Runners Club Milano e Naviglio Running Team.