450 non profit coinvolte nel tempo, un successo di raccolta fondi crescente. Ma soprattutto tanto entusiasmo tra sport e solidarietà.

Il 7 aprile 2019 si torna in pista per correre la maratona più partecipata d'Italia, che tra maratoneti e staffette coinvolge ogni anno migliaia di persone. Le iscrizioni sono già aperte, e così il 10 luglio 2018 gli organizzatori di Milano Marathon e lo staff di Rete del Dono hanno presentato il Charity Program della nuova edizione.

numeri charity program

Regole uguali per i pettorali

Le regole del Charity Program 2018 non cambiano: le onp potranno acquistare i loro pettorali per la maratona o per le staffette da 4 corridori. A questo punto apriranno un progetto di raccolta fondi su Rete del Dono e invitare i propri runners ad attivarsi per diventare dei personal fundraiser, coinvolgendo tutta la propria rete di amici e conoscenti a donare per la propria causa e quindi per la propria non profit.

Sono previste delle Wild Card per le Non Profit che si avvicinano per la prima volta. Per chi poi si ritroverà con troppi posti prenotati, si aprirà il marketplace dove poter cedere le eccedenze ad altre realtà che si troveranno con carenza di numeri. Nei prossimi mesi, si susseguiranno gli workshop di “formazione” e avvicinamento, per imparare e confrontarsi sui metodi di coinvolgimento dei runner. Inoltre il sabato ci sarà una minigara per i ragazzi delle scuole.

passaggi dei Charity Program

Luigi alla Milano Marathon, dall'incubo all'entusiasmo

Ma a colpire la platea è stata soprattutto l'emozionante condivisione di Luigi de Micco, dell'associazione Play More. Senza giri di parole, ha ammesso di aver vissuto come un incubo la prima maratona: “Non riuscivo a spingere la raccolta, mi sembrava uno sforzo inutile per cifre bassissime, mi ero focalizzato sul peggiore degli obiettivi: rivendere a 10 euro in più i pettorali, per fare un 'minimo margine'. Che errore!”

La svolta è arrivata a un workshop, dal fondatore di RunForEmma & Friends che lo stoppò mentre faceva una domanda. “Mi disse di non venderli, piuttosto dovevo regalali con un obiettivo per tutti. Allora ho deciso di chiedere 500 euro a ogni staffetta: sono 125 euro a runner, 12,5 euro ad amico per 10 amici. E se uno non ha 10 amici che possono mettere 13 euro, vuol dire che c'è un problema”.

Non vendete i pettorali, create partecipazione”

Luigi ha coinvolto i dipendenti perché tutti partecipassero, ha scritto agli amici perché portassero le loro aziende ad unirsi. “Abbiamo puntato molto su Rete del Dono. Abbiamo organizzato alcuni aperitivi con i runner, mostrando i contatori della raccolta fondi che giravano. I commenti erano bellissimi, 'guarda quello quanto ha fatto, dobbiamo muoverci'. Abbiamo creato competitività sana, senza sfociare nell'agonismo. Così abbiamo reso tutti partecipi e desiderosi di darsi da fare”.

Ha chiuso il suo racconto con una confessione decisamente forte: “La Milano Marathon mi ha cambiato la vita. Per la mia esperienza, invito tutti a partecipare e soprattutto a non pensare ai piccoli 'margini' ma puntare in grande”.

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