Partecipare ad un master grazie ad una campagna di crowdfunding tra gli ex allievi? Al master in fundraising di Forlì dell'Università di Bologna è possibile. Per capire meglio come hanno fatto abbiamo intervistato Adele Guardigli, la responsabile del placement.

Ciao Adele e grazie per la disponibilità. Anche quest’anno la vostra campagna di crowdfunding ha raggiunto l’obiettivo prefissato. Quali azioni avete messo in campo? Come avete promosso la vostra pagina Rete del Dono?

Ciao e grazie a voi per la possibilità di parlare della nostra iniziativa. La nostra campagna di crowdfunding è stata promossa principalmente online. Per raggiungere i nostri contatti abbiamo utilizzato vari canali. In primis attraverso le mail. Abbiamo realizzato delle comunicazioni personalizzate ad hoc oltre a sfruttare la newsletter classica.

Un’altra fetta di comunicazione è stata veicolata attraverso i social network, Facebook in particolare. Abbiamo postato l'iniziativa sulla pagina ufficiale del Master ed inoltre il direttore, Valerio Melandri, ha utilizzato il suo profilo personale per sensibilizzare i suoi contatti.

Abbiamo infine pubblicato l’iniziativa sul nostro sito che oltre agli studenti in corso è frequentato abitualmente dagli ex studenti.

Ci teniamo molto anche a ringraziare subito i nostri "donatori", il giorno stesso della donazione o al massimo quello successivo. E’ un ringraziamento molto personalizzato, a volte telefonico, perché quasi sempre c'è una relazione diretta tra noi e il donatore.

Rispetto alle passate edizioni i donatori online sono rimasti gli stessi o sono cambiati?

Le donazioni sono arrivate per la maggior parte da ex studenti del Master. Questo dato è per noi molto positivo perché stiamo lavorando molto per dare valore al gruppo alumni. Il progetto stesso è nato dalla volontà di un'ex studentessa, Sara Boschetti, che è anche una collaboratrice del team specializzata in sponsorizzazioni da aziende finalizzate all'assegnazione di borse di studio per il Master. Qualche anno fa ha pensato di aprire la raccolta su Rete del Dono e siamo oramai giunti con soddisfazione alla 4a edizione.

Perché avete scelto di coinvolgere gli ex studenti oltre alle aziende e alle fondazioni?

Perché, come dicevo prima, negli ultimi tempi abbiamo voluto aumentare la nostra attenzione verso gli ex studenti. Il 70% di chi ha donato quest’anno sono alunni e questo dato è in crescita rispetto agli anni precedenti in cui si attestava sul 50%. In particolare sono alunni che hanno terminato da poco il loro percorso formativo e a volte sono gli stessi che hanno beneficiato a loro volta di una borsa di studio.

Stiamo lavorando molto per offrire un numero sempre maggiore di borse di studio e siamo molto grati ad aziende, enti e amici che sostengono questa causa. sostegni all'iscrizione.

Avete fatto azioni offline?

Si, abbiamo iniziato la raccolta fondi all’ultimo Festival del Fundraising attraverso le nostre magliette.

Pensi che il crowdfunding sia una modalità interessante per finanziare percorsi di formazione quali il Master?

Si. Credo che sia molto utile offrire degli incentivi alla cultura e alla formazione anche con strumenti quali il crowdfunding ma credo che in Italia si debba fare ancora dei passi avanti nel diffondere la cultura del dono. Sicuramente nei paesi anglosassoni campagne di crowdfunding per certi tipi di cause sono più frequenti e conosciute e quindi producono degli ottimi risultati. Qui in Italia è leggermente più faticoso e si cerca di stimolare chi in prima persona ha vissuto l’esperienza.

Iniziative di raccolta fondi attraverso il crowdfunding sono sicuramente un buon mezzo per far crescere la conoscenza e stimolare il dibattito culturale sulla propensione al dono.

Perché avete scelto Rete del Dono come piattaforma per la vostra iniziativa?

Perché è una piattaforma molto semplice da utilizzare, sicuramente affidabile e soprattutto una delle più attive e focalizzate sul sociale e mondo del non profit italiano

Grazie Adele, a presto!