Hanno messo la faccia per raccontare la storia loro e dei loro bambini. Ecco le madri del Comitato Maria Letizia Verga, che hanno raccolto oltre 30mila euro per la ricerca. E non si fermano.

C'è una struttura a Monza, dentro l'ospedale San Gerardo, che ospita un reparto, un centro trapianti, un centro di ricerca e molto altro. Serve i ragazzi, quelli colpiti dalla leucemia infantile. Nasce dallo sforzo di una fondazione di genitori, il Comitato Maria Letizia Verga, fatta da uomini e donne i cui figli sono stati colpiti da questa malattia. Sono loro il cuore, loro hanno raccolto fondi per costruire la struttura e continuano a farlo.

Quest'anno, il Comitato ha lanciato una nuova campagna di raccolta fondi e ha messo in prima fila le mamme. Anzi, sono state le madri stesse a farsi avanti. Hanno tutte una storia da raccontare e la voglia di farlo. Non è egocentrismo, è il desiderio di sostenere in qualche modo la lotta dei loro figli e quella dei ricercatori del centro.

La storia di Daniel e di tanti altri bambini come lui

“5 settembre 2017, primo giorno di asilo, un malore, corsa in ospedale. In meno di 24 ore a Daniel viene diagnosticata la leucemia linfoblastica acuta. Ti accorgi che non puoi controllare gli eventi della vita e che ti arrivano quando meno te l’aspetti. Ti rialzi, organizzi e combatti!! 18 dicembre 2017 ci comunicano che la chemioterapia non basta, Daniel deve sottoporsi al trapianto di midollo. Cadi di nuovo, riorganizzi e combatti. Combatti perché Daniel ti dà la forza e l’energia per affrontare le giornate, è lui il guerriero! Il 28 aprile Daniel compie 4 anni. Festeggiamo il compleanno in ospedale con i medici, gli infermieri i volontari e tutto lo staff sanitario, i nostri nuovi amici; ed è per questo che abbiamo deciso che il regalo più bello per Daniel e anche per noi sia aiutare il Comitato Maria Letizia Verga per dare il nostro contributo alla ricerca. Vogliamo vincere la leucemia!”

Questo è il racconto dei genitori di Daniel. Sulla loro pagina di Rete del Dono hanno già raccolto oltre 6500 euro. Il loro messaggio ha colpito, tanto da smuovere 200 persone a fare una donazione. La storia di questo piccolo combattente e della sua famiglia è arrivata all'attenzione e al cuore di tante persone, anche lontane, e tutto grazie ai social media.

una delle mamme del Comitato Maria Letizia Verga

La voglia delle mamme di condivisione è segno di testimonianza

“Mia figlia si è ammalata nel 2003 – ci racconta Lorella Marcantoni, Responsabile Comunicazione e Fundraising del Comitato – al tempo ero direttore marketing di una multinazionale, per me era chiaro il bisogno di tutelare il bambino prima di tutto, soprattutto nella comunicazione”. Però qualcosa è cambiato in questi 15 anni “Le madri di oggi sono diverse nell'approccio con i social. Io non me la sono mai  sentita all’epoca di pubblicare la mia storia, invece loro ci tengono a testimoniare. I tempi sono cambiati e anche il modo di esprimere la propria “lotta” alla malattia. Non vogliono mettersi in mostra, è una pura testimonianza del loro volontariato e dell'attaccamento alla struttura, della loro voglia di combattere per se stesse, per le altre e per tutti i loro bambini.

Il risultato si è visto già con il primo esperimento. In una campagna su Rete del Dono un po' ferma, in cui parlavano solo i ricercatori, è bastata una mamma che raccontasse del trapianto della figlia e chiedesse una donazione per il suo compleanno perché la raccolta schizzasse a 13mila euro in poco tempo.

le mamme del Comitato Maria Letizia Verga

Aiutarle a comunicare sui social, senza frenarle

“Questa voglia di condivisione abbiamo deciso di governarla per trasmettere la malattia e il lavoro in maniera positiva, che è quello che desiderano gli stessi genitori. Li aiutiamo a comunicare, per evitare che le loro storie finiscano sui giornali o diano il via a notizie false. Ma fermare questo desiderio di condivisione sarebbe sbagliato”

Il Personal Fundraising va di pari passo con questa voglia di raccontare la propria storia. “Con le storie ci si avvicina tanto alle persone. Non è altro che qualcuno che spiega perché è lì, perché ti chiede donazioni. Avvicina di più al progetto e focalizza sul messaggio; c'è una malattia e un centro dove la si vive e la si affronta in maniera diverso”.

“Noi siamo lì per far sì che guarisca un bambino in più ogni giorno, grazie alle cure e all'aiuto di tutti” conferma Lorella Marcantoni. E il “noi” non è casuale, visto che il Comitato è fondato da genitori e sostenitori , che sono arrivati in questi anni  a raccogliere oltre 80 milioni di euro. “Dopo 40 anni, volevamo tornare alla base e quale figura migliore della mamma per farlo. D'altronde la nostra vicepresidente ha perso il figlio 38 anni fa ed è ancora qui con noi a lavorare ogni giorno. Ai suoi tempi quasi tutti i bambini morivano per questa malattia. Oggi l'80% guarisce. Noi vogliamo arrivare al 100%. Tutti Noi.”

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