“Da quando ho iniziato questo mio percorso come Personal Fundraiser corro meglio. Non solo nella maratona, ma anche nella vita”. E’ il commento di Giorgia Radetich, che abbiamo intervistato in questi giorni a proposito della sua doppia attività: da un lato una sportiva di lungo corso che, quasi per caso e solo di recente, ha conosciuto l’affascinante mondo della maratona, dall’altro un’amante degli animali che ha deciso di trasformare il suo hobby in un gesto di solidarietà condivisa a sostegno del progetto "Una cuccia per la Vita". 

Ciao Giorgia e grazie per la disponibilità. Innanzitutto, come sei entrata in contatto con il mondo della maratona?

E’ successo tutto circa 18 mesi fa. Vengo da 10 anni di nuoto agonistico, ma mi sono messa a correre quasi per caso, perché ho la possibilità di sfruttare gli ampi spazi del Parco San Giuliano di Mestre. Fatalità ha voluto che un collega mi parlasse della Maratona di NY. Bene, mi sono iscritta ad aprile e dopo solo 6 mesi di preparativi ed allenamenti, contro tutti i pronostici della vigilia, ce l’ho fatta. Ti dirò di più: ho stupito tutti perché ce l’ho fatta senza tabelle, allenandomi in modo soft. Certo, anni e anni di nuoto mi hanno dato qualcosa in più, soprattutto a livello mentale: parlo della capacità di accettare la sfida e di lavorare sull’aspetto mentale.

In che modo?

Mentre mi allenavo molti mi dicevano che se non fossi arrivata oltre il muro dei 30 chilometri in un singolo allenamento, molto difficilmente avrei potuto farcela. E invece è andata diversamente. Mi sono iscritta alla Maratona di New York con il gruppo Born 2 Run e non solo ho portato a termine il percorso, ma ce l’ho fatta in 4 ore.

Dalla corsa al “correre solidale” il passo è stato breve. Ci spieghi come è andata?

Sempre a New York, durante i giorni della Maratona, un amico iscritto mi ha parlato dei Charity Program collegati all’evento sportivo e della figura del runner solidale, ossia chi si mette in gioco durante la performance sportiva a beneficio degli altri.

Quella chiacchierata mi ha colpito molto. Tornata in Italia, mi sono messa a cercare informazioni sul Web e ho trovato il sito web di Rete del Dono. Ho navigato tra le molte cause promosse e ho scelto quella degli animali perché sento questo tema molto “mio”. Oltre a definirmi un’amante degli animali, infatti, ho la convinzione che si faccia troppo poco su questo fronte.

E com’è scattata la scintilla?

Guardando i vari progetti presenti sul sito ad un certo punto mi sono resa conto che il mio correre poteva essere un modo per fare del bene agli altri. “Perchè no?”, mi sono detta. Così è iniziato tutto. Il 22 marzo prossimo, in occasione della Maratona di Roma, la più bella in Italia, arriverò al traguardo sostenendo il progetto “Una cuccia per la Vita”, che aiuta a salvare i cani spagnoli chiusi nel braccio della morte delle “perreras”. Il mio motto è: basta poco per fare tantissimo se tutti facciamo la nostra piccola parte.

Ci puoi raccontare qualcosa di più sulla tua attività di Personal Fundraiser?

Sì. Il progetto “Una Cuccia per la Vita” è online sul sito web di Rete del Dono. Mi sono posta un obiettivo contenuto, 1.500 Euro, perché è la prima volta che ci provo. Sto usando molto Facebook e la posta elettronica per contattare tutte le persone che ritengo interessate alla causa, partendo dalla mia più stretta cerchia di amici. Ho preparato un’email in cui spiego nei dettagli la mia sfida e dico che io sono pronta a metterci le gambe, ma ognuno deve fare la sua parte, proprio perché la soddisfazione maggiore è raggiungere un risultato assieme. Pensa che una ragazza che ho conosciuto grazie ai social network si è innamorata del progetto e, per conto suo, si è attivata per sostenermi. Alla fine, ha raccolto 100 Euro da amici e conoscenti. Questo mi ha insegnato che il lavoro costante sui contatti e la trasparenza nei confronti degli interlocutori sono elementi chiave per il successo di un’iniziativa di Fundraising.

Ho una curiosità. Corsa e solidarietà hanno qualcosa in comune?

Probabilmente no, ma ti posso dire che da quando ho iniziato questa sfida solidale, corro meglio e ho tante più motivazione per allenarmi. Ho un obiettivo che, pur con tutte le dovute differenze, sta rendendo la Maratona di Roma molto più stimolante di quella di New York. Ho una nuova consapevolezza: faccio quello che amo e sto per realizzare un sogno nel cassetto. Anzi, ti dirò di più: grazie all’amicizia nata con i volontari di “Una cuccia per la Vita”, stanno nascendo nuove idee e progetti. Ad esempio, porteremo uno stand dell’associazione a Roma, in occasione della maratona, in modo da sostenere ulteriormente la causa.

Cosa ti sta insegnando questa esperienza?
A essere una persona migliore.