Richiedere un contributo a una Fondazione bancaria può farlo chiunque. Più difficile invece tastare il polso del proprio territorio e ideare un progetto che abbia tra i primi sostenitori proprio le comunità di riferimento: ecco perché Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha ideato in partnership con noi un Bando Crowdfunding che introduca tante organizzazioni non profit al fundraising online. Una sfida alta per le realtà locali medio-piccole cui si rivolgono.
 

Un passo verso la sostenibilità

“È la prima volta che attiviamo un bando del genere - spiega il Segretario Generale Vittorio Rosati - In precedenza avevamo sempre adottato il modello classico della concessione di contributi sulla base dei progetti presentati. Senza dare mai più del 50% dell’importo però, perché da sempre vogliamo la partecipazione del richiedente al finanziamento”. Ora con questa iniziativa hanno fatto un passo ulteriore: “Vogliamo che sia un momento di crescita per le nostre ONP, per spingerle a proporsi al territorio con i loro progetti e avere un riscontro da esso. Anche a noi serve per capire se finanziamo realtà che abbiano valore per le persone”.
 

La grande risposta delle ONP

Con 50mila euro stanziati per arrivare a un matchgiving massimo di 5mila euro per ogni ONP, la Fondazione ha lanciato una sfida raccolta da molti: “Non ci aspettavamo una risposta così massiccia: 22 progetti che ci hanno indotto, dopo le analisi compiute da una commissione insieme a Rete del Dono e CSV Marche, ad allargare al massimo la partecipazione. Se avevamo pronosticato di aiutare 5, massimo 10 progetti, abbiamo accettato ben 13 Onlus, anche molto piccole”. Sono progetti molti diversi, dal sociale al sanitario, dalla protezione di soggetti fragili alla cultura ed educazione.
 

Attivazione e formazione per imparare a coinvolgere le comunità

Ora la sfida per le associazioni è innanzitutto quella di far conoscere le proprie attività e poi lanciare la raccolta fondi: “Il nostro obiettivo è che queste realtà acquisiscano sempre più strumenti e capacità organizzativa per portare avanti i propri obiettivi meritevoli. Non basta più essere ricevitori passivi di un contributo, ma bisogna essere in grado di coinvolgere le comunità. Ci sono persone che donano via bollettino postale a realtà lontane e che non conoscono quanti si impegnano sul proprio territorio”. Per aiutarle in questa crescita, il bando prevede anche momenti di formazione: “Ce n’è stato uno per presentare il progetto, con la stesura di un piano finanziario e la spiegazione di forme nuove di promozione. Adesso, per le Onlus in gara, Rete del Dono ne erogherà una specifica sul Crowdfunding e gli strumenti digitali”.
 

Crowdfunding nelle realtà locali: il ruolo delle fondazioni

Della centralità della formazione, Fondazione CariFano è convinta: “Nei centri minori, dove il Crowdfunding è ancora uno strumento semi sconosciuto, è fondamentale il nostro accompagnamento. Dobbiamo favorire l’avvicinamento dei soggetti del territorio al digitale e ai canali in uso oggi; e aiutarli nel superamento del vecchio paradigma dove pochi mecenati finanziavano il sociale: ora serve la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità. Per questo, anche se siamo consapevoli dell’incertezza dei risultati di questa prima edizione, siamo già convinti nel proseguire gli anni prossimi su questa strada”.