Sempre più smartphone per le donazioni online, mentre offline la fa da padrone il contante. Il donatore medio su internet è pragmatico e generoso, con una forte richiesta di trasparenza sull'utilizzo dei suoi soldi. È il profilo medio dell'italiano che si impegna sul web per il mondo non profit, secondo la terza edizione di Donare 3.0, la ricerca di Duepuntozero Doxa, Rete del Dono e Paypal Italia sul donatore online in Italia, presentata ieri, il 10 maggio 2017 a Milano.

Oltre l'83% di chi accede a internet ha donato almeno una volta in rete, con una spesa media di 90 euro a transazione, anche se oltre il 63% non supera i 50 euro. È stato lo stesso Antonio Filoni, Business Executive Manager di Duepuntozero Doxa, ad assicurare che si tratta di un dato interessante in un paese di 22 milioni di connessi, dove quasi 7 su 10 tengono sempre acceso il wifi e il 37% la geolocalizzazione sul cellulare.

Solo il 60% delle organizzazioni non profit ha un sito responsive per gli smartphone

Non cambiano i metodi di pagamento, ma nemmeno il presidio delle non profit del mondo online: solo il 60% ha un sito responsive, adatto agli smartphone, la stessa percentuale del 2016.

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I pragmatici sono lontani dai social, ma donano di più

La rilevazione di Duepuntozero Doxa ha ripreso le categorie in cui vengono di solito divisi i sostenitori, analizzandone i comportamenti sul web. I pessimisti sono i meno propensi alle donazioni, escluso quelle per la ricerca, specie se colpiti direttamente. Sentono molto il problema dell'immigrazione e vivono nel nord-est. I pragmatici sono lontani dai social, ma anche molto generosi (102 euro a testa contro gli 80 euro di media). Informati, istruiti, aiutano se sollecitati. I sognatori svolgono volontariato, sono giovani e si trovano soprattutto al sud. Mentre gli ottimisti sono gli heavy donor per eccellenza, hanno una forte propensione alla donazione online, si informano chiedendo e confrontandosi con gli altri e condividono per coinvolgere a fare altrettanto.

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Il crowdfunding piace a pragmatici e ottimisti

Sono proprio gli ottimisti e i sognatori i più attivi e gli sperimentatori, non a caso coloro più interessati al crowdfunding, che in media è stato provato dal 15% degli onliner. Sono sempre più quelli che si dicono pronti a sostenere una attività di crowdfunding (39% contro il 32% del 2016) ma gli utenti non sembrano voler aumentare le donazioni generali rispetto all'anno scorso.

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Solo il 47% delle non profit permette di donare al progetto che si preferisce

Ma cosa ferma dal fare una donazione online? Pigrizia, abitudine e mancanza di fiducia. E poi c'è il tema trasparenza. I ricercatori sono allora andati a controllare se questo sia davvero un problema o piuttosto un alibi e hanno riscontrato che il 100% delle non profit illustra i progetti, dice cosa fa e mostra i bilanci sociali, ma solo il 47% permette di donare a uno specifico progetto attraverso i moduli sul sito, il che potrebbe essere un freno per molti.

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Cresce Rete del Dono e il crowdfunding: i donatori si impegnano per sentirsi bene

Il crowdfunding nel 2016 ha portato risultati visibili soprattutto tra le non profit che hanno strutturato le loro attività in questo settore, ha spiegato Valeria Vitale, co-fondatrice di Rete del Dono. “Nei primi 100 giorni del 2017 la piattaforma ha raccolto 300mila euro in più dello stesso periodo dell'anno scorso. Il donatore arriva sempre più da mobile e dona per sentirsi bene con se stesso, non per dimostrare qualcosa a qualcuno”.

Airc: donare è un gesto di gioia e divertimento

Un fenomeno confermato da Airc. “Nell'ultima Maratona di Milano abbiamo superato i 100mila euro, ma i nostri personal fundraiser erano mossi soprattutto dall'entusiasmo e dalla voglia di divertirsi, che li ha spinti ad impegnarsi – dice Federica Gargiulo, Senior Account Unità Partnership – non è vero che raccogliere e donare sia un gesto serio, è e deve essere un gesto di gioia”.

Paypal: i dati portano il 50% di entrate in più

L'utilizzo dei dati è proprio il fulcro di ogni strategia di miglioramento. “Chi li usa riesce ad aumentare del 50% il fatturato rispetto a un concorrente non strutturato, e questo vale anche nel terzo settore – spiega Federico Zambelli Hosmer, digital manager di Paypal Italia – l'e-commerca vale 25 miliardi in Italia, ma solo il 22% acquista da un sito italiano. Segno che manca proprio l'offerta, mancano i siti dove poter comprare e anche donare”

Donazioni online - Paypal eguaglia carte di credito

Venturi: la donazione del futuro è esperienza e condivisione

La sintesi dell'incontro l'ha tirata il moderatore, il direttore di Aiccon, Paolo Venturi: “Alla fine emerge che siamo sempre più connessi intimamente, con il nostro smartphone e sempre meno attenti alla condivisione e all'empatia perché il web diventerà il nostro web. In questa situazione, cresce la donazione esperenziale, incarnata nel regalo solidale. Il personal fundraising invece è oltre: è esperienza e condivisione allo stesso tempo, per questo può avere un grande futuro. E il problema della trasparenza non va sopravvalutato: è una condizione necessaria, ma non sufficiente a risolvere le ansie di chi non si impegna”.

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