Più di 680 onp si sono già registrate a Italia Non Profit. Per le fondatrici, con gli strumenti digitali, bilanci e attività delle organizzazioni saranno più accessibili ai donatori.

Quando si parla di trasparenza nel terzo settore, viene subito in mente il bilancio sociale. Un documento studiato e preparato con cura, che dovrebbe essere l'emblema della chiarezza. In realtà non lo è mai stato offline, e quando le organizzazioni sono passate sulla rete hanno spesso riprodotto il documento in formato pdf. Nessun cambiamento sostanziale, insomma.

“Invece c'è una grande voglia di raccontarsi con semplicità” racconta Mara Moioli, una delle fondatrici della piattaforma Italia Non Profit. Le realtà che si sono iscritte alla si dicono soddisfatte e continuano ad aumentare. Per accedere è necessario completare l’assessment (originale e proprietario) che esplora il ciclo di vita dell’ente e le diverse aree di performance, permettendo l’accesso ad uno sguardo multidimensionale sul Terzo Settore. Questo comporta, per l’ente che aderisce, un’analisi interna non sempre comune: alla piattaforma aderiscono infatti enti piccoli e giovani ma anche realtà più grandi e strutturate.

 

Il futuro negli aggregatori, anche per il non profit

Un sito terzo aiuta sia a garantire trasparenza, ma anche a farsi conoscere, ad avere visibilità. “Il futuro è sempre di più negli aggregatori. Come le persone non cercano l'hotel migliore vagando tra i siti internet degli hotel stessi ma andando su un sito dove ci sono tutte le offerte, così non vogliono vagare su internet alla ricerca delle onp più vicine alla loro sensibilità, ai loro bisogni, ai servizi di utilità sociale di cui necessitano, ma avere una realtà che gliele spiega. Noi offriamo la possibilità di trovare e scegliere tra gli enti che hanno fatto uno sforzo di trasparenza, i quali molto spesso sono quelli che ad esempio partecipano ad altre piattaforme, come Rete del Dono”.

 

Essere online non basta per essere trasparenti

Si tratta di spiegare meglio, di valorizzare le differenze, di orientare la conoscenza del Settore e le scelte di sostegno, non di sminuire il valore. “Non basta portare online quello che è offline perché un utente abbia tutto e lo abbia tutto chiaro. Serve facilitare la comprensione. Sul web ci sono strumenti che lo permettono, che non sono solo le infografiche. Il web può seriamente semplificare il non profit e avvicinarlo al donatore: l’accessibilità ai dati e alle informazioni del Terzo Settore è la chiave di volta. Senza questo fondamentale passaggio, reso possibile grazie al digitale, non si può accedere ad informazioni qualitativamente nuove, come quelle che evidenziamo sulla piattaforma”

 

Donatori, aziende, Pa alla ricerca di chiarezza

Italia Non Profit è ancora in fase di startup e uscirà a breve dalla fase di beta test, per andare alla ricerca di quelli che Mara chiama “sistema e percorsi cognitivi più adatti, i migliori sistemi di rielaborazione dei dati e delle informazioni, che permetteranno di avere una visione più chiara di come gli enti operano e da quali valori sono ispirati”. Ci sono i primi riscontri positivi dagli utenti semplici. L'obiettivo è arrivare ai non addetti ai lavori, tra i quali anche Pubbliche Amministrazioni, aziende e altri. “Non siamo ancora concentrati su questa fase, ma stiamo ricevendo attenzioni. Ci sono sempre più società profit che cercano onp a cui legarsi. C’è una community che si sta attivando, che non riguarda solo i donatori persone fisiche, ma anche appunto le imprese, le istituzioni, i donatori istituzionali, il mercato della filantropia strategica. La chiarezza sarà una carta vincente”.

 

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