Far partire una prima campagna di crowdfunding per un progetto culturale è un’ottima occasione per capire se negli anni avete costruito una “community” interessata e vicina, ma soprattutto pronta ad attivarsi e a rispondere alla vostra sollecitazione a donare sostenendo il vostro progetto da qui al 31 gennaio su Rete del Dono.

Concentrati sul Digital Checkup

 

Nel valutare se iniziare o meno questa avventura avrete sicuramente fatto quello che Anna Maria Siccardi e Valeria Vitali definiscono* il “Digital Checkup”, ovvero quella fondamentale verifica della “salute digitale” della vostra organizzazione che parte dal verificare:

  • se l’organizzazione o il progetto ha un sito web, che sia responsive e aggiornato, che permetta anche la creazione di una landing page ad hoc dedicata alla campagna e sia integrato con una sezione dedicata alla campagna di crowdfunding stessa;
  • se c’è una strategia editoriale per i social media (Facebook e Instagram soprattutto), ma soprattutto se questi possono contare almeno di 1.000 follower al momento del lancio della campagna;
  • se l’organizzazione utilizza altri strumenti da inserire nel piano di comunicazione digitale: newsletter e DEM sono strumenti fondamentali a supporto della campagna, così come immagini e video;
  • se l’organizzazione dispone o meno di un database di contatti, profilato e strutturato.
 

Crea un Database efficiente

 

Ebbene sì: per impostare una strategia efficace che guidi e dia ritmo al vostro lavoro da qui al 31 gennaio 2020, il punto di partenza è il database, ovvero l’insieme delle informazioni che possedete sui vostri donatori e sui vostri prospect.

Vero tesoro di un’organizzazione non profit, può essere in forma di liste scritte a mano e raccolte su carta, o in forma di elenchi di dati riportati su file excel: se i contatti sono pochi e li conoscete tutti, questo può essere sufficiente in un primo momento.

Viceversa per quelle organizzazioni che hanno raccolto nel tempo migliaia o centinaia di migliaia di contatti, per rendere maggiormente efficace la vostra attività di sollecitazione delle donazioni serve un sofware in grado di gestire in modo efficace ed efficiente tutte le informazioni sui vostri donatori e sui vostri prospect.

Se in tempi non sospetti avete preso la decisione strategica di avere un database professionale per la gestione dei donatori e negli anni avete annotato con precisione chi sono le persone che fanno parte della vostra community, sarà più semplice analizzare i dati e capire quelli tra i vostri contatti potrebbero essere disposti a donare anche per il vostro progetto su Rete del Dono.

Se poi nel database avete avuto anche il tempo e l’attenzione di registrare qualche informazione in più rispetto a nome-cognome-indirizzo mail, riuscirete forse anche a fare ulteriori valutazioni: in fase di pianificazione strategica risulta ad esempio fondamentale poter ricostruire l’intero percorso fatto con il donatore nel tempo (semplicemente cosa gli avete inviato, come ha reagito a precedenti sollecitazioni, se ha espresso preferenze su come essere contattato se ha relazioni con altri donatori, quanto e quanto spesso ha donato, con che mezzo ha fatto la donazione, per che finalità/progetto ha donato, in che occasione o per quale altra campagna etc) .

La gestione dei dati è importante

 

Avere tanti dati è importante, ma lo è ancora di più l’esistenza di un software che vi aiuti  a mettere tali dati in relazione tra loro, ad incrociarli per programmare fare analisi e previsioni.

I software oggi esistenti sul mercato - CiviCrm, Kudu, My Donor, Np Help - vi permettono infatti di gestire i preziosi dati che possedete o che state per iniziare a raccogliere  sui vostri donatori, tenendo traccia delle interazioni avvenute tra voi e loro: nel medio lungo periodo questo vi consente di essere in grado di fare un’analisi del loro comportamento donativo e di conseguenza pronti a sollecitarli al momento giusto, per il progetto giusto, chiedendo la donazione giusta, attraverso il canale giusto.

In ottica di crowdfunding disporre di un database dedicato al fundraising vi consentirà di utilizzare al meglio tutte le informazioni preziose anche per diversificare i messaggi da inviare e per scegliere le modalità più adatte per coinvolgere ciascuno dei vostri donatori, nonché per scegliere tipologie di donazione e persino eventuali ricompense.

Per questo ci sentiamo di sottolineare ancora una volta che decidere di adottare uno di questi software già disponibile sul mercato è il modo per migliorare radicalmente la vostra capacità di fare raccolta fondi: sul mercato ne esistono diversi, adatti anche alle esigenze e ai budget limitati delle piccole e medie organizzazioni. E ricordate: l’investimento che farete sul database produrrà un ritorno anche economico nel medio lungo periodo.

Nel caso in cui invece non abbiate mai fatto sollecitato donazioni e vi troviate a ragionare di liste per la prima volta, può valere la pena capire se queste informazioni sono comunque a disposizione della vostra organizzazione, ma stanno ancora nelle teste delle singole persone che ne fanno parte o nelle rubriche cartacee piuttosto che nelle memorie dei vostri cellulari. Una campagna di crowdfunding è in questo senso l’occasione perfetta per concludere quel processo di “mappatura delle relazioni” che non avete mai portato a termine perché sempre avvertito come non importante o per fare una riflessione sui vostri sostenitori nel tempo.

Il donatore al centro della tua campagna

 

Con il lancio della vostra campagna su Rete del Dono e dovendo raggiungere in poco tempo sia i vostri donatori sia i potenziali donatori, comprenderete l’urgenza di disporre e utilizzare al meglio i dati e i contatti a vostra disposizione e capirete che forse è giunto il momento di provare a raccogliere queste preziosissime informazioni e metterle una volta per tutte nero su bianco affinché siano veramente a disposizione del vostro progetto.
 
Una campagna di crowdfunding di successo ci può aiutare a costruire un primo bacino di potenziali donatori fedeli. Molte organizzazioni che hanno lanciato una campagna di raccolta fondi su Rete del Dono e hanno avuto la capacità di coinvolgere un buon numero di persone nel sostegno al proprio progetto, si sono portate a casa anche un elenco nuovo di zecca con tanti dati sui donatori. Ma averli sollecitati e ottenuto una prima, una seconda e magari anche una terza donazione non mette fine al lavoro che potete immaginare di fare con loro in un arco di tempo medio lungo.
 
In quest’ottica e nel caso di organizzazioni che partono da zero, consigliamo di tenere traccia di ogni donazione che arriverà nel corso della campagna: la trasparenza garantita dalla piattaforma di Rete del Dono vi consentirà di registrare nome cognome, importo donato, data della donazione, canale, frequenza. Non solo. Qualora decidiate di prendere il servizio Premium di Rete del Dono, potrete scaricare un file con tutti i dati dei donatori, personalizzare le mail di ringraziamento e monitorare l'andamento della campagna avendo accesso a una dashboard dedicata.

Utilizzate al meglio questa preziosa occasione di rapporto e contatto con vecchi o nuovi donatori per iniziare a creare un piccolo database o anche sottogruppi o liste dedicate con cui interagire in modo “speciale” man mano che la campagna prosegue.

E alla fine rimarrete sopresi di quanto valore aggiunto avrete creato: buon lavoro a tutti!