Monica Colombini è fondatrice e presidente dell’Associazione Culturale Prospettica, nata nel 2009 con l'obiettivo di favorire la diffusione di una ampia e condivisa sensibilità per la cultura e le arti. Prospettica ha lanciato una campagna di crowdfunding su Rete del Dono per finanziare il progetto Leggere per Ballare, un percorso di avvicinamento alla danza e promozione della lettura per gli allievi delle scuole istituzionali.

Ciao Monica. Vorrei iniziare chiedendoti come sia nata l’idea di fare incontrare in questo progetto studenti delle scuole ed insegnanti con insegnanti di danza ed interlocutori istituzionali.

Il progetto nasce dalla FNASD - Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, e Prospettica è l’organizzazione attuatrice in Regione Lombardia. Il progetto è stato proposto anche nel resto d’Italia e ad oggi saranno 17/18 i soggetti attivi sul territorio. Si tratta di un format molto interessante che nasce dall’esigenza di far conoscere ai giovani la danza, che rispetto ad altre forme di comunicazione artistica è tra le meno praticate nelle scuole. Noi riteniamo che la danza abbia un valore molto importante nella crescita dei ragazzi come educazione alla consapevolezza del sé e conoscenza delle potenzialità di comunicazione del corpo. Inoltre, in un contesto di multiculturalità, il linguaggio non verbale travalica le difficoltà di espressione orale soprattutto nell’approccio con i più piccoli.

Il titolo del progetto “Leggere per ballare”, racconta bene il connubio virtuoso tra lettura e danza. Sono 2 linguaggi apparentemente diversi ma che bene si incontrano. Nel progetto avviciniamo i ragazzi alla danza attraverso la lettura, e le scuole di questo sono molto felici perché il tema della lettura in Italia è sempre ostico. Quella che mettiamo in scena è una danza narrativa: si legge un testo e si riproduce una danza che racconta storie, il che la rende di più facile comprensione per un pubblico giovane. Gli spettacoli durano all’incirca un’ora e propongono format tratti sia da testi classici quali Alice o Pinocchio sia qualcosa di più contemporaneo come “La mela” di Cinzia Tani che abbiamo scelto quest’anno in concomitanza di Expo.

Quali traguardi vi aspettate per questa edizione del 2015?

Con lo spettacolo che abbiamo portato in scena questa domenica abbiamo raggiunto il nostro obiettivo del 2015. Il prossimo passo sarà quello di cercare di estendere il coinvolgimento in Regione Lombardia proponendo attività in nuove province. Per noi ogni singolo evento vuol dire coinvolgere diverse realtà: dalle scuole di danza con i loro allievi (in questo ultimo evento erano presenti 8 scuole di danza), alle scuole istituzionali, alle pubbliche amministrazioni. Cerchiamo di favorire la crescita di una cultura dal basso.

Secondo te il mondo della danza e del teatro dovrebbero aprirsi maggiormente alla raccolta fondi online?

Per quanto ci riguarda siamo soddisfatti dei risultati ottenuti da questa prima esperienza, non solo per i fondi raccolti ma per il meccanismo stesso. Il crowdfunding ben si sposa con il nostro progetto, che in sé è costruito su una rete: scuole di danza, allievi, parenti, amici. Siamo altresì consapevoli che l’idea della donazione è ancora lontana dal mondo della cultura. Spesso per una donazione si scelgono cause più immediate quali la cooperazione internazionale. Sono convinta che per ottenere davvero risultati significativi sia necessario lavorare sulla consapevolezza del privato cittadino, che può diventare egli stesso il mecenate di un prodotto culturale di qualità.

Nel nostro caso abbiamo avuto il vantaggio di avere un evento conclusivo sul quale mirare la raccolta. Abbiamo offerto “rewards” sulla partecipazione all’evento. L’idea era “dona e ci sarai, sarai parte del momento”. Anche le scuole di danza hanno fatto da cassa di risonanza su questa proposta. Avremmo potuto chiedere il pagamento di un biglietto, ma coinvolgere le persone chiedendo loro una donazione ha cambiato la logica dell’iniziativa. Non solo gli spettatori hanno assistito ad un evento ma hanno contribuito ad un processo di sviluppo culturale. È un primo esperimento, sicuramente migliorabile, ma è su questo orientamento che dobbiamo lavorare.

Pensate di promuovere altri progetti simili in futuro?

Siamo una piccola associazione e vogliamo rimanere focalizzati sul progetto “Leggere per ballare”, puntando a riproporlo in altri 2 territori. Ad oggi, con la prima iniziativa finanziata attraverso il crowdfunding, abbiamo già raccolto 4.350€. Il nostro obiettivo finale è raggiungere i 10.000€ ed ora che il meccanismo è consolidato e ne abbiamo capito le potenzialità, potrebbe essere più facile utilizzare efficacemente questo strumento. La campagna di raccolta fondi comunque non finisce qui. C’è tempo fino ad aprile 2016 per donare e sostenere il progetto. Tra l’altro un’azienda che ci ha sostenuti in questa occasione ha apprezzato l’idea di fare una donazione in sostituzione alla sponsorizzazione classica. Potrebbe quindi rivelarsi un canale diverso per approcciare le aziende, non più sponsor ma aziende donatrici.