Anche quest’anno Rete del Dono mette in campo, in collaborazione con UBI Banca, il Premio Rete del Dono per la Cultura: una bella opportunità di raccolta fondi per tutte le organizzazioni che operano in ambito artistico e culturale.

Una donazione di 3.000 euro verrà riconosciuto ai tre progetti candidati che avranno raccolto di più entro il 31 gennaio 2020, superando la soglia minima di 6.000 euro. Fondazione Fitzcarraldo, inoltre, metterà a disposizione dei primi classificati la partecipazione gratuita ad un corso breve della propria offerta formativa. Oltre al contributo economico, il Premio Cultura è un efficace stimolo per avvicinarsi alla raccolta fondi e strutturarla in modo sistematico.

A questo proposito, segnatevi la data del 17 settembre, quando alle 14 presso Open, viale Montenero 6, Milano, Rete del Dono, in collaborazione con TerzoFilo, promuoverà una giornata di formazione su “Crowdfunding e Cultura”. A guidarlo sarà la fundraiser Marianna Martinoni, esperta di settore. Si tratta di un workshop intensivo sull’approccio al Crowdfunding per le organizzazioni attive nel campo artistico, culturale, museale, per fornire le basi teoriche e alcuni strumenti operativi per affrontare al meglio la campagna di raccolta fondi online del premio. 

 

 

Il successo del crowdfunding reward-based 

 

Il Premio Rete del Dono per la Cultura 2018 ha visto la vittoria della Fondazione Forma per la Fotografia (qui l'articolo con l'intervista al loro presidente) e del progetto Senilla, di Associazione Culturale Prospettica, presieduta da Monica Colombini. La raccolta fondi di Prospettica era finalizzata alla realizzazione di attività di prevenzione al tumore al seno per le scuole di danza e la realizzazione di uno spettacolo “Danzando per Senilla. Il progetto prevedeva un “reward” per i donatori, ovvero la possibilità di assistere allo spettacolo Danzando per Senilla, messo in scena nel gennaio 2018 all’Ecoteatro di Milano e dedicato alla scrittrice premio Nobel per la letteratura, Grazia Deledda, morta per un tumore al seno nel 1936. I protagonisti erano 100 giovani danzatori, con la partecipazione di quattro ballerini del Teatro alla Scala. Gli inviti per la serata venivano ripartiti in base alle cifre donate.

“Per facilitare l’assegnazione dei reward abbiamo utilizzato il servizio booking di Rete del Dono“ ha dichiarato la Presidente. “la piattaforma, che si è rivelata molto utile perché ha permesso di connettere l’evento con la nostra rete di conoscenti”. In totale sono stati raccolti quasi 9mila euro, un grande traguardo favorito anche dalla “platea naturale” del progetto: “La donazione media oscillava fra 15 e 30 euro e i primi finanziatori sono stati i genitori degli allievi sul palco: per vedere i propri figli all’opera dovevano passare da Rete del dono”.

Salvare i ricordi

 

Castello D’Albertis di genova ha invece promosso una raccolto fondi finalizzato al recupero e alla divulgazione de Il Diario di un Capitano. Si tratta di un’opera di grande valore, il diario di viaggio del capitano Enrico Alberto d’Albertis Il Capitano lo mise a punto durante il suo giro del mondo tra il 1877 e il 1878. Il manoscritto è anche ricco di ritagli di giornale, menù di hotel e navi, biglietti da visita, lettere di governatori, telegrammi e barzellette raccolti sotto il titolo “Ciarpe, frastagli e scampoli”.

Per conservare le sue memorie, era necessario realizzare due copie del diario (una fisica e una digitale) e restaurare l’originale confezionando una scatola a pH neutro in cui riporlo. Questa campagna ha raccolto oltre 5mila euro, permettendo di restaurare non solo il diario del capitano ma anche due opere d’arte del comune. 

 

Il supporto di Rete del Dono

 

Non è stato facile per i dipendenti comunali allestire la campagna di crowdfunding, spiega Maria Camilla De Palma, Direttrice del Castello. “È stato come salire su un treno in corsa, senza avere né l’esperienza né le risorse adeguate”. Mancavano infatti le basi teoriche di una raccolta solidale, ammette: “Quando abbiamo cominciato, nessuno di noi possedeva le conoscenze propedeutiche, dalla selezione del target su cui puntare fino all’uso di strumenti pratici come newsletter e social network”

“Per fortuna Anna e Valeria di Rete del Dono ci hanno dato grande supporto con i loro feedback continui su quello che facevamo. Ci hanno accompagnato durante la raccolta e concesso di proseguire anche dopo la scadenza”. Per l’associazione Castello D’Albertis, infatti, il tempo non era il miglior alleato: “Molte grandi realtà che abbiamo contattato sembravano interessate al progetto, ma avevano tempistiche burocratiche lunghe per effettuare una donazione. Tre mesi spesso non bastano”.

 

La piattaforma fa la differenza

 

La piattaforma di Rete del Dono è stata fondamentale nel superare le difficoltà, spiega De Palma: “Ci sono stati momenti di stallo dopo lo slancio iniziale, bisognava uscire dal tunnel”. Se inizialmente i risultati erano al di sotto delle attese, è bastato però prolungare la campagna per rimontare: “Lo staff di Rete del Dono ci ha sempre incoraggiato trasmettendoci entusiasmo. Noi abbiamo ripreso forza e siamo riusciti a fare capire ai sostenitori il valore di ciò che volevamo restaurare”. E intanto è già in cantiere la prossima sfida: un prezioso globo terrestre da restaurare e mettere in sicurezza con la prossima campagna di raccolta.

Il crowdfunding è un'ottima opportunità per chiunque abbia una non profit culturale, specialmente per chi ha una comunità di persone che segue i propri progetti, i propri eventi, le proprie iniziative. Proprio col crowdfunding è possibile coinvolgere queste persone per prime e trasformare un volontario in un fundraiser, un utente in un donatore e spingere tutti ad allargare il cerchio ad amici e conoscenti, facendo anche pubblicità ai nostri progetti e trasformando tutti in protagonisti attivi

Per questo il Premio Rete del Dono per la Cultura è un'occasione da non perdere. C'è ancora tempo fino al 12 settembre 2019. Per informazioni o altro, contattaci alla mail [email protected] o scrivici su Facebook.