Sport e Solidarietà sono un binomio sempre più consolidato e vincente, che fa bene all’uno e all’altra. Lo dimostrano i molti casi in cui eventi sportivi di un certo rilievo - su tutti, le maratone - vengono affiancati da un charity program che unisce alla passione per la corsa quella per aiutare chi ha bisogno, impegnandosi nella raccolta fondi a favore di progetti solidali.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg: in realtà sempre più spesso capita che lo Sport, a tutti i livelli di agonismo e notorietà, si faccia portavoce della necessità di costruire  un tessuto sociale più attento e rispettoso, capace di includere e non di escludere, di gettare ponti e non di costruire le ennesime barricate.

A volte  si compie un percorso diverso: sempre più società e associazioni sportive si affidano a strumenti come il Fundraising e il Crowdfunding per finanziare le proprie attività. Vediamo nel dettaglio come, attraverso la testimonianza di due protagonisti: Ivano Zardi, vicepresidente della ASD Polisportiva Unione Italiana Ciechi di Torino, che organizza il Trofeo Oltre la Vista (la cui decima edizione si è tenuta sabato 25 aprile) ed Emanuele Monfrini, responsabile Fundraising di Verde Pisello Group, che ha utilizzato il Crowdfunding per permettere agli atleti di H2 Dynamic Handysports di partecipare ai Campionati Italiani per disabili del 2014.

Oltre la vista, oltre la SLA: lo sport come motore di solidarietà

Ivano, grazie per la tua disponibilità. Come è andata la manifestazione di sabato?
Direi in modo eccezionale. Siamo alla decima edizione di Oltre la Vista e vediamo un miglioramento costante anno dopo anno. Il Trofeo è nato quasi per gioco, per interessamento di Piero Mallen dell’Unione Italiana Ciechi di Torino. Oggi è dedicato alla sua memoria e alla lotta contro la SLA. L’edizione 2015 ha visto la presenza di oltre 1.000 tra donatori e runner, che hanno contribuito a raccogliere oltre 10mila Euro da destinare alla causa.

Lo Sport è un ottimo veicolo di trasmissione e costruzione di valori solidali. Qual è il tuo commento a riguardo?
Posso dire che l’iniziativa “Oltre la Vista, oltre la SLA” nasce per sviluppare determinati valori solidali che il mondo sportivo ha già fatto suoi. Sport e Solidarietà vanno a braccetto e aiutano a superare assieme le sfide della vita. Io stesso non ho praticato sport fino all’età di 40 anni e devo dire che oggi noto la differenza: essere aiutato dagli altri mi ha insegnato il valore dell’aiutare. Lo sport aiuta e rafforza psicologicamente, e ci insegna che nella vita non esistono ostacoli insormontabili. Lo stesso vale per la solidarietà.

Cos’hanno in comune Sport e Solidarietà?
Entrambi aiutano a superare vincoli e barriere mentali. Viene da dire che lo sport fa spazio naturalmente alla solidarietà, ma è anche vero il contrario. Dal nostro punto di vista, dedicare il Trofeo Oltre la Vista alla ricerca contro una malattia terribile quale è la SLA è stato un passaggio naturale. Là dove c’è lo sport, dove crescono e maturano rapporti sani di amicizia, è inevitabile che un giorno ci sia spazio anche per la solidarietà.

Quali strumenti avete utilizzato per la vostra raccolta fondi?
Prima di tutto il portale Rete del Dono, che ci ha colpito sin da subito per la semplicità di accesso e utilizzo e per l’efficacia. Poi abbiamo pubblicizzato la nostra iniziativa grazie al nostro sito web e alle nostre mailing list, senza dimenticare l’importanza di appuntamenti dal vivo - come le cene solidali - o tutte le occasioni in cui è stato possibile attivare il passaparola da persona a persona. Proprio l’integrazione tra questi due aspetti - online e offline - è stata a mio avviso uno dei punti a favore degli elementi che più ha contribuito al suo successo.

"Mandiamoli ai campionati italiani": La solidarietà al servizio dello sport

Emanuele, anche a te grazie per la disponibilità. Ci racconti la vostra iniziativa?
Il nostro gruppo, in collaborazione con Natixis Global, si è affidato alla raccolta fondi online per sostenere la partecipazione della squadra H2 Dynamic Handy Sports ai campionati italiani per disabili, che si sono tenuti a Rieti nell’ottobre del 2014. La H2 è un’associazione di volontariato che ci occupa di promuovere attività sportive di questo tipo, e per noi è stato naturale pensare di sostenerla nel momento in cui c’era il bisogno di mostrare quanto i loro ragazzi valgono. Il risultato di "Mandiamoli ai campionati italiani" è stato splendido: abbiamo raccolto oltre 5mila Euro su un obiettivo iniziale di 4mila e, soprattutto, centrato l’obiettivo dei nazionali di Rieti.
Abbiamo scelto il Crowdfunding perché è uno strumento eccezionale quanto a efficienza. Permette di raggiungere un numero più ampio di persone e garantisce tutte quelle caratteristiche di trasparenza di cui una raccolta fondi ha bisogno.

Quali strumenti avete utilizzato per promuovere la vostra iniziativa?
Una volta aperta la pagina su Rete del Dono, l’abbiamo promossa attraverso il passaparola tra runner e associati. Abbiamo comunicato la nostra iniziativa alla nostra mailing list, che conta circa 300 indirizzi, e ci siamo appoggiati al nostro sponsor, la Natixis, che ha contribuito a farci avere ulteriore visibilità. Il contatto diretto con i nostri interlocutori ci ha dato ottimi risultati, anche grazie a diversi momenti di aggregazione in cui abbiamo presentato l’iniziativa.
Quanto al canale Web, utilizzare il Crowdfunding online ci ha permesso di  parlare con un’audience più ampia e di gestire la nostra raccolta fondi con più continuità ed efficienza.

Quali consigli daresti a chi si vuole avvicinare al Crowdfunding?
Il Web è un ottimo strumento per semplificare la raccolta e gestire tutti gli aspetti amministrativi connessi. E’ molto importante puntare sulla credibilità complessiva del progetto, che risulta premiante, e affiancare al Web una serie di occasioni ed eventi che aiutano a far conoscere l’iniziativa a quante più persone possibile.

C’è secondo te un filo che collega lo Sport al Crowdfunding?
Sicuramente. Sport e Solidarietà uniscono le persone e creano legami. Aiutare un amico in difficoltà è un ottimo modo per capire le sue difficoltà. Questo avviene nella quotidiana pratica di uno sport, ma anche nel momento in cui decidi di attivarti per una raccolta fondi. Secondo me chi dona lo fa anche perché sa quali sono le difficoltà collegate alla pratica di uno sport e vuole essere d’aiuto per superarle assieme. Da questo punto di vista Sport e Crowdfunding sono molto simili.