Il crowdfunding per avere successo deve avere una base solida nella comunità che intende coinvolgere, e i migliori casi di successo dimostrano che prima di tutto è necessario rafforzare il legame con la community e solo in un secondo momento si può chiedere un contributo per il progetto che si intende realizzare.

Il settore "for profit" utilizza sistemi di ricompense che possono essere pensati anche nel mondo del non profit per motivare e rafforzare il legame con la propria comunità. Siano essi anche puramente simbolici.

Oggi il mondo è cambiato e anche la solidarietà. Nell’epoca dell’egocentrismo da social network e della “free” economy - tutto deve essere gratis online, qualcun’altro pagherà - il reward è richiesto.

Un pianoforte per la CivicaPer esempio, il progetto “Un pianoforte per la Civica” della Scuola Civica di Musica di San Sperate ha avuto successo perché la comunità di riferimento era ben chiara, e a chi donava oltre 25 euro sarebbe arrivato un cd "back to bech - un pianoforte per la Civica" realizzato grazie al contributo di sei musicisti e compositori residenti in Sardegna (Silvia Corda, Paolo Carrus, Battista Giordano, Stefano Guzzetti, Romeo Scaccia e Irma Toudjian) che hanno donato la loro musica. Quindi testimonial che si impegnano in prima persona e ritorno per chi li segue. Infatti sono bastate 88 donazioni per raggiungere i 7.000 euro. Oltre 80 euro l'una.

Museo della Scienza e della TecnicaAnche il museo della Scienza e della Tecnica è riuscito a raccogliere oltre 29.000 euro (50.000 in totale) per l’esposizione al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia dell’unico frammento di roccia lunare in Italia. La ricompensa? Poter scrivere il nome di una persona nella nuova area del museo e partecipare all'inaugurazione. Un gesto simbolico ma di grande effetto, niente di costoso. 

L'Asilo nel boscoPrendiamo in considerazione la campagna de L’Asilo nel bosco, nata per diffondere una modalità di insegnamento alternativo per i bambini. Me l'ha suggerita l'amico Maurizio Guagnetti, dj di Smartup su Radio105. Intorno al metodo dell'asilo si era legata una comunità di persone incuriosite. A quel punto l’associazione Manes ha deciso di creare un sistema di e-learning per spiegarlo. Ecco quindi che il crowdfunding veniva legato a uno scopo specifico (motivazione chiara per l’utente), indirizzato a una community già interessata, ma allo stesso tempo offriva a queste persone una ricompensa in certi casi simbolica, in altri pratica: dal ringraziamento pubblico su Facebook, alla maglia, fino a una giornata in loco per le grandi donazioni.

Precisando che l’obiettivo di raccolta è stato raggiunto grazie all’impegno di Tim, e non solo della gente, ci tenevamo a segnalare proprio la questione delle ricompense. Niente di economico, niente che esca dallo spirito dell’attività, ma un altro modo ancora per entrare sempre di più nella community, partecipando fisicamente, virtualmente oppure come testimonial con una maglia.

C'è chi ha pensato ad una campagna di crowdfunding a sostegno dei festeggiamenti per il patrono, come nel caso della campagna i Fochi 2016 promossa a Firenze dalla Società di San Giovanni Battista Onlus. Per continuare a proporre il suggestivo spettacolo pirotecnico sulle rive dell'Arno è stato chiesto il sostegno alla cittadinanza in cambio di un ringraziamento ufficiale, un posto a sedere sul Lungarno,  una moneta di San Giovanni Firenze o la dedica ad una persona cara di alcuni istanti dei Fochi.

Rwanda il filmUn altro esempio da citare è Rwanda – il film. La raccolta fondi per questo progetto cinematografico proponeva di avere indietro una copia del documentario una volta terminato, il nome nei credits, cartoline autografate, prime file assicurate. Anche qui non si esce dallo stile né dal settore, non si propongono aperitivi o incontri con vip, ma reward perfettamente in linea.

Io sto con la sposaSono state citate storie da 20.000 euro o poco più. Questo perché la maggior parte dei progetti di crowdfunding si aggirano intorno a queste cifre. Chi sale, spesso ha già un nome affermato, e la community si lega intorno a quel nome e ai valori che lui incarna. La reward è già nell’idea del sostegno a una causa e a una persona in cui si crede. Questo vale per “Io sto con la Sposa”, il film con cui Gabriele Del Grande ha denunciato la chiusura delle frontiere europee verso i profughi siriani. Del Grande ha un sito seguitissimo, “Fortress Europe”, che denuncia violenze e chiusure verso l’immigrazione, e da qui è partito per raccogliere i 75 mila euro necessari per le riprese, diventati alla fine 100mila.

Humans of New YorkAnche il fotografo Brandon Stanton con il suo blog Humans of New York prima ha creato una community di fan, affascinati dalla delicatezza e dalla profondità con cui raccontava la loro città ma soprattutto la comunità di New York e il suo spirito. I supporter poi lo hanno sostenuto con oltre 4 milioni di dollari quando ha chiesto donazioni per due progetti, uno per un gruppo di bambini della città, un altro addirittura per una sindacalista pakistana, e poi tanti altri.

L’obiettivo è quindi quello di legare la community ai propri valori anche on-line, come dovrebbe fare sempre una charity, una associazione, chiunque. A quel punto il donatore si sentirà coinvolto in una missione grande e la ricompensa sarà puramente immateriale, morale. Ma prima di arrivarci, ci sono dei passaggi necessari. Una ricompensa virtuale o fisica in una campagna di crowdfunding può sempre essere studiata purché in linea con i valori che si vuole portare avanti.