Il crowdfunding per gli animali ha sempre più successo. E non riguarda solo grandi organizzazioni: a vincere sono soprattutto le piccole, grazie a community forti di appassionati.

C’è un posto a Milano dove tutti i gatti si sentono a casa: dal 1985 Mondo Gatto APS si occupa di accogliere i felini abbandonati, trovare loro nuove famiglie e dispensare consigli ai proprietari. Nel frattempo, i mici alloggiano nel gattile di via Schievano, non lontano dai Navigli, un rifugio che dal 1989 non fa mancare nulla ai suoi ospiti. Naturale che un’iniziativa così scateni la solidarietà dei milanesi, che da anni fanno sentire il loro sostegno. E possono farlo anche online: “Un rifugio per i mici anziani”, la prima campagna di raccolta digitale dell’associazione, sviluppata sulla piattaforma di Rete del Dono per ristrutturare il primo gattile della città, ha avuto un impatto formidabile. Ed è solo il primo passo, perché la squadra di Mondo Gatto ha appena lanciato il progetto #Rifugiamoci, con vista sul 2021.

“Hey umano, ce la dai una mano?”

Come spiega la fundraiser Elena Zanella, che ha lavorato alla raccolta, Mondo Gatto è un esempio di crowdfunding di successo: 11mila euro in 21 giorni, 213 sostenitori (60 dei quali erano già donatori per l’associazione), 45 euro di donazione media. “Rete del Dono è stato il primo canale su cui abbiamo lavorato e quello da cui arrivano la maggior parte delle donazioni. Abbiamo pianificato una campagna definita nel tempo, con un obiettivo realizzabile e indicazioni specifiche”. La comunicazione in questi casi dev’essere semplice ed efficace: “Abbiamo spiegato nel dettaglio cosa avremmo fatto con le somme raccolte, puntando allo stesso tempo su un forte coinvolgimento emozionale”. Non a caso, sulla pagina di raccolta campeggia il muso di un gattino che dice. “Hey umano, ce la dai una mano?”

Un gatto


La comunità “gattara”

“Non ci interessava ‘acchiappare’ i donor, ma creare continuità con la comunità”, afferma Zanella. Che certo è partita da una buona base: “L’associazione ha una platea molto ampia, anche online, con 36mila follower sulla propria pagina Facebook e altri 12mila su quella del mercatino che allestisce”. La community è fondamentale e in questo senso la causa felina aiuta parecchio: “Il donatore abituale fa da volano per gli altri: Milano è una città ‘gattara’, con tanti anziani e single e tanta attenzione verso gli animali domestici”. Mondo Gatto ci ha messo molto del suo, coltivando il senso di appartenenza fra gli amanti dei gatti: “Sul sito c’è ad esempio la sezione ‘Gattangeli’, dove si può lasciare un messaggio per ricordare il proprio amico a quattro zampe defunto”. Ma anche delle pagine dedicate ai mici persi e ritrovati, così come le testimonianze di chi ha adottato un ospite del gattile: “Per noi ogni esemplare ha un nome e una storia. Chi adora i gatti vuole sapere tutto su di loro”. 

Strategie vincenti

Il buon esito di una campagna dipende spesso dalla “reputazione” che un’associazione si costruisce nel corso degli anni. Come racconta la presidente Lorella Ghirardi, Mondo Gatto accudisce i mici 365 giorni all’anno, feste comprese, e nel corso degli anni ha sviluppato una rete di relazioni molto forte a Milano. “Bisogna sempre dare assistenza e consigli alle persone, oltre a mostrare loro quello che si fa: noi siamo sempre presenti per la cura dei gatti, i nostri sostenitori possono venire nel rifugio a conoscere sia noi che i mici”. Zanella le fa eco: “Mondo Gatto fa seguire i fatti ai proclami e mette sempre in mostra il suo operato. In questo tipo di raccolte, è importante anche ciò che avviene dopo la fine della campagna: rendere partecipi i donatori, invitarli per una visita, mantenere i contatti”. L’associazione organizza anche corsi e seminari per farsi conoscere e sensibilizzare, spesso in sinergia con realtà simili: “Molto spesso ‘si corre’ da soli, mentre è importante creare e utilizzare le reti di relazioni”, chiosa Ghirardi.

Passione online e offline

Difficile ottenere risultati simili senza la genuina passione che anima i volontari: “Vi assicuro che ognuno di loro conosce a memoria tutti gli ospiti del rifugio. Riescono a stabilire una forte empatia con i potenziali donatori grazie al loro entusiasmo, che traspare anche dalla comunicazione via social: raccontando le storie dei gatti più anziani hanno potenziato l’engagement di ogni post, ottenendo tantissime condivisioni, like, commenti”, spiega Elena Zanella. Senza dimenticare che Mondo Gatto ha una fortissima presenza offline, come illustra la sua presidente: “Ricordo che una parte di chi ci sostiene non è nativa digitale, quindi dobbiamo anche tenere presente le loro modalità di relazione, telefono fisso compreso. Da sempre raccogliamo fondi tramite versamenti in bollettini postali e bancari o donazioni dirette. Ma i soldi non sono tutto: gli amici di Mondo Gatto regalano spesso cibo per gatti, coperte e quanto serve alla vita del micio in gattile”.

Gatti nelle proprie lettiere

 

Gattaland e Forte Marghera, due oasi per i gatti, sostenute col crowdfunding

Si danno parecchio da fare per combattere il randagismo anche i membri dell’associazione I Mici del Forte, che si occupano della colonia felina di Forte Marghera (Venezia), garantendo cura e protezione a circa 130 esemplari. "Raccogliamo quei gatti che vivono nelle aree meno protette del territorio veneziano e sono in difficoltà a causa del traffico, della scarsità di cibo, delle intolleranze e della progressiva urbanizzazione delle aree verdi”, dice il responsabile dell associazione Andrea Venerando. Anche qui operano solo volontari e i sostenitori lasciano nella struttura cibo, lettiere, coperte, detergenti e farmaci. I Mici del Forte però si stanno facendo conoscere anche fuori dalla loro cerchia: “I social network sono canali di comunicazioni trasversali e permettono di raggiungere un pubblico così ampio che una piccola associazione come la nostra non avrebbe modo di intercettare per crescere”. E anche se costituiscono una realtà locale dalle dimensioni contenute, non vogliono porsi limiti: “Occorre lavorare progettualmente sui mezzi, crearne di nuovi, credere nelle proprie idee e capacità di sviluppo, con tenacia. Poi, grande o piccola che sia un’associazione, il suo merito si riconosce dalle idee progettuali e dai risultati ottenuti in rapporto ai mezzi disponibili”.

Lo stesso impegno anima i volontari di Gattaland, un’oasi felina per gatti selvatici nata nel 2009 a Gallarate, in provincia di Varese. Hanno riqualificato una zona degradata e vi hanno sistemato cuccette e spazi per 80 mici, che con il passare del tempo sono diventati molti di più: il comune paga le utenze e raccoglie i rifiuti e i volontari mettono a disposizione il loro tempo. Come spiega Ester Gornati, la maggior parte delle donazioni arriva in maniera diretta da persone che conoscono fisicamente la struttura e l’associazione. Su Rete del Dono, invece, è partito il progetto “Riempiamo le ciotole” per finanziare un’adeguata alimentazione dei felini durante i rigidi mesi invernali. “Il portale ci è molto utile, perché ci permette di arrivare a chi non può incontrarci fisicamente”.

L’importanza della rete

Anche i social network fanno la loro parte. “Usiamo Facebook (5300 ‘mi piace’) e Instagram (oltre 1000 follower): in sostanza sostituiscono un sito internet che una realtà piccola come la nostra non può permettersi, per i costi elevati e il tempo che richiederebbero gli aggiornamenti”. La “rete” che conta non è solo quella virtuale: “Conoscenze, esperienze sul campo e scambio di idee sono alla base di un network che costruiamo ogni giorno. I canali di comunicazione social ci aiutano però a farci conoscere fuori dalla nostra città e in tanti ci hanno scritto con l’idea di allestire oasi dove gli animali possano vivere liberi ma sicuri: noi il nostro sogno lo abbiamo realizzato, speriamo di dare l’esempio”.