Le maratone cittadine programmate in tutta Italia sono saltate a causa del Covid-19. C’è però chi non si è arreso e si è inventato di tutto pur di correre per una buona causa: sono i runner solidali che si sono messi a fare sport in casa e hanno destinato le donazioni proprio per l’emergenza Coronavirus.

La #50challenge di Ivana Di Martino

 

Ivana Di Martino, una veterana di Rete del Dono non nuova a imprese “estreme” per beneficenza, il 13 aprile ha corso per 50 km nel vialetto dei box di casa: “L’ho fatto per raccogliere fondi per il Policlinico di Milano, ma anche per lanciare un messaggio via social: che nonostante questa emergenza e il lockdown noi ci siamo, siamo forti e dobbiamo rimanere attivi. Per questo ho coinvolto tutti a partecipare alla sfida, proprio nel 50esimo giorno dal primo decreto restrittivo: mentre io compivo i miei 290 giri del box, chi mi seguiva poteva fare per 50 volte la sua passione casalinga. E la creatività delle persone mi ha stupita! C’è chi in 50 minuti ha disegnato una mia caricatura, chi ha fatto 50 palleggi con una pallina, chi ha cucinato 50 biscotti, chi ha compiuto un percorso in casa per 50 volte”.

Un modo per rendere accessibile a tutti sia l’azione che la donazione e per trasmettersi positività: “In questo momento in cui nulla sembra sotto il nostro controllo, è importante darsi dei piccoli obiettivi quotidiani, vivere il presente in maniera propositiva. Mi ha commosso il messaggio di una donatrice, che mi ha detto che ha avuto i brividi per tutta la giornata: tutti insieme abbiamo generato un’energia fortissima e ci siamo regalati a vicenda una sensazione di pace e di ottimismo”.

Alberto e la staffetta casalinga

 

Il 5 aprile, il giorno in cui si sarebbe dovuta tenere la Milano Marathon, Alberto Pietromarchi ha deciso che lui, la staffetta di solidarietà, l’avrebbe fatta comunque: “Ho pensato che questo virus non avrebbe dovuto fermarci e così io, Antonella, Enrico e Alessandro abbiamo percorso la nostra frazione ognuno a casa propria, dandoci il cambio per telefono. Quest’anno non ero certo di andare alla Milano Marathon, ma la sua cancellazione mi ha colpito molto: di fronte ai grandi eventi della nostra vita, penso che non possiamo rimanere spettatori, penso che dobbiamo partecipare in qualche modo. Dopo questa crisi dovremo imparare a fare tante cose in maniera diversa, e - perché no? - anche il personal fundraising”.

Alberto però non si è limitato a lanciare la sua campagna: “Ho coinvolto gli amici, ho invitato altri runner a non arrendersi alla cancellazione della maratona e ad aprire una raccolta. La risposta è stata incredibile, se pensiamo che ho aperto la pagina solo una settimana prima. Questa emergenza sta toccando tutti, prima a essere colpiti dalle calamità erano sempre gli altri. Tante donazioni sono arrivate anche dagli stessi runner, come se la nostra iniziativa rappresentasse un po’ tutta la categoria”. Un consiglio per gli sportivi che vogliono aprire una campagna su Rete del Dono? “Non fate spam, ma mandate messaggi personalizzati per ciascuno dei vostri contatti. E soprattutto non pensate al possibile fallimento! Se anche raccoglieste 2 euro, sarebbero 2 euro guadagnati”.

 

Sport senza Frontiere, la solidarietà oltre le mura di casa

 

La raccolta fondi di Alberto finanzia il programma #Dallapartedeibambini di Sport Senza Frontiere Onlus, che da oltre 10 anni organizza percorsi sportivi per bambini che vivono difficoltà socio economiche: “Ora che le normali attività sportive sono ferme, SSF con il progetto sta assistendo le famiglie della sua rete che in questo periodo di quarantena stanno subendo i disagi economici maggiori: a quasi 500 bambini stiamo distribuendo generi di prima necessità e strumenti informatici per svolgere le attività educative e scolastiche, oltre a informare i genitori sulle misure anti Covid-19”. Come Alberto tanti altri sportivi hanno convertito la loro iscrizione alla Milano Marathon o alla Rome Marathon in un’iniziativa casalinga, o hanno tenuto attiva la propria pagina di fundraising. E c’è anche chi in cambio di una donazione organizza visite virtuali della città di Roma.

Non solo corsa

 

Gli eventi sportivi possono aspettare, ma la solidarietà no. Ecco perché lo sport si è attivato trasformando le proprie manifestazioni in campagne di fundraising. L’ACSD Saluzzo 1901 con l’iniziativa Fai un goal al Coronavirus raccoglie fondi per la Croce Verde locale, mentre lo stesso Giro d’Italia, insieme alle leggende del ciclismo italiano, sale virtualmente in sella per sostenere la Croce Rossa Italiana nell'emergenza in corso.