Chiunque al giorno d’oggi scrive e riceve messaggi su whatsapp: l’icona verde è l’app più utilizzata nel nostro Paese secondo gli ultimi dati disponibili. La strategia comunicativa di ogni Personal Fundraiser, deve quindi necessariamente fare i conti con questa app di messaggistica, che permette di raggiungere persone, vicine e lontane, di ogni età. Se arrivare sui telefoni dei possibili donatori è facile, può non esserlo cogliere la loro attenzione, soprattutto considerando la grande quantità di messaggi e input digitali a cui ognuno di noi è esposto durante la giornata. Ecco allora qualche consiglio utile per diffondere al meglio via Whatsapp la vostra campagna di raccolta.

Testo breve e conciso

L’attenzione verso lo schermo di un telefono non è infinita: chi legge i vostri messaggi potrebbe concedervi appena qualche secondo prima di disinteressarsi della questione. Raccontate il vostro progetto in maniera breve ed efficace: bastano tre righe, se scritte con le parole giuste, per coinvolgere ed emozionare, indicando cosa state facendo, qual è la motivazione che vi spinge, come verranno investiti e fondi raccolti e come fare per donare.

Spontanei e immediati

Non servono tecniche specifiche per la scrittura su Whatsapp: del resto si tratta di un’applicazione nata per facilitare la comunicazione veloce, senza badare troppo alla forma. Per questo l’importante è essere spontanei, puntando sul rapporto umano fra voi e l’interlocutore. Niente frasi artificiose o preamboli troppo lunghi: andate dritti al punto e il vostro messaggio sarà apprezzato.

Va bene il copia-e-incolla

Alcuni pensano che scrivere messaggi uguali ai propri contatti sia una scelta penalizzante. In realtà non è sempre necessario trovare una formula diversa per ognuno (anche perché il tempo richiesto sarebbe eccessivo), ma piuttosto una ben studiata e valida per un gruppo di persone, che riesca a creare connessione con chi riceve. Fate qualche modifica a seconda dei gusti o delle opinioni del ricevente; dovreste conoscerlo un minimo, dato che avete il suo numero di telefono.

L’immagine più delle parole

La diffusione dei Meme è inarrestabile: a ognuno di voi ne sarà arrivato almeno uno su Whatsapp: si tratta di immagini o GIF (video rapidissimi), corredati da un breve testo sull’immagine stessa. Questa forma di comunicazione immediata può fare al caso vostro: preparate dei Meme con una delle applicazioni apposite (sono tante e semplici da usare, come Meme Creator) e poi condividetela. Se la combinazione fra l’immagine e le parole farà sorridere, ridere o commuovere chi la guarda, allora sarà efficace.

Sfidate i donatori

Un giochino divertente che potrebbe stimolare le donazioni è costituito dalle “sfide” che il Personal Fundraiser lancia ai suoi contatti. Scegliete un traguardo e una scommessa collegata: potreste ad esempio correre una maratona solidale con un costume buffo indosso o smettere di fumare in caso si raggiungimento dell’obiettivo. Questo stratagemma aiuta a coinvolgere chi vi sta intorno e a mantenere alta l’attenzione sulla vostra raccolta.

 

Call to action indispensabile

Come per i video di fundraising online, è fondamentale chiudere ogni messaggio Whatsapp con una “call to action”: chiedete ai vostri contatti di partecipare alle donazioni e segnalate loro il link giusto per farlo. Se serve, date indicazioni precise sui passaggi da fare.

Reazione a catena

Sono molto utili sono anche gli inviti “a far girare”: suggerite a chi legge il vostro appello di condividerlo con almeno tre persone. Senza nessuno sforzo ulteriore, moltiplicherete la vostra platea e renderete i vostri contatti in qualche modo partecipi della raccolta.

Tornare a bussare

Non tutte le persone da voi contattate aderiranno immediatamente al progetto di raccolta. Non disperate però: c’è chi ha bisogno di un po’ di tempo per pensarci ma poi, con il giusto input, si convince. Rete del Dono consiglia di tornare a scrivere una volta a chi non ha risposto al messaggio iniziale e qualche volta a chi aveva promesso di donare ma non l’ha ancora fatto. Evitate di esagerare: si rischia l'effetto spam.

Aggiornamenti e ringraziamenti

Mandare un messaggio e poi sparire non è pratica consigliabile con i donatori. Oltre a ringraziarli per il loro contributo, non dimenticatevi di tenerli al corrente dell’andamento della raccolta, chiedete loro di fare “passaparola” anche offline o di darvi qualche consiglio. Saranno felici di sentirsi parte integrante di un progetto solidale e non solo dei finanziatori estranei.

L’importanza del tifo

A ridosso di un evento sportivo come la Milano Marathon, invitate a tifare per voi tutti i vostri contatti, che abbiano già donato o meno. Di solito in questi momenti aumentano considerevolmente emozione e coinvolgimento, due fattori fondamentali per una raccolta fondi di successo.

I consigli per le non profit

Anche le organizzazioni non profit devono saper gestire la loro comunicazione su Whatsapp per massimizzare i loro sforzi. Come prima cosa, bisogna nominare un referente unico che scriva ai Fundraiser e mantenga il controllo sulla rete. Le organizzazioni hanno, ovviamente, un elenco di contatti molto più lungo di quella del singolo Fundraiser. In questo senso è opportuno ricordare cosa cambia fra un gruppo Whatsapp e una lista broadcast: il primo è un canale aperto, dove tutti vedono tutti e possono intervenire, mentre la seconda è più unidirezionale, visto che il creatore della lista scrive e gli altri possono solo leggere e, eventualmente, rispondere in privato. Da questa differenza sostanziale derivano i differenti impieghi: il gruppo Whatsapp va bene per un nucleo di persone che si conoscono già fra loro, per i gruppi più eterogenei meglio puntare su una lista broadcast.