Cambiare il mondo dalla propria spiaggia, togliendo le sigarette che inquinano. A Messina un gruppo di ragazzi ha deciso di farlo col crowdfunding.

Andrea Panzera è il responsabile del progetto dell'Associazione Fuori di Me. Il 25 luglio CiccaQui è diventato realtà. Dopo aver raccolto i fondi necessari, i volontari hanno portato i posacenere portatili per convincere i turisti fumatori a non buttare i resti nel mare o sulla spiaggia.

 

Andrea, come nasce questa iniziativa?

Il senso di rigetto per la sporcizia delle spiagge Messinesi ci ha dato la spinta per iniziare questa attività. Fuori di Me è un’associazione di studenti fuori sede che tornano a Messina, nel periodo estivo e vorrebbero godersi il litorale della nostra città. Purtroppo il nostro mare e la nostra spiaggia vengono riempita di sporcizia. I mozziconi delle sigarette rappresentano un problema fondamentale riguardo la pulizia delle spiagge e del mare perché rappresentano il 40% dei rifiuti del Mediterraneo.

Scopri il progetto #Ciccaqui

Sono anni che si parla delle cicche in spiaggia. Il vostro progetto può risolverlo?

Non abbiamo avuto grandi risposte dalle istituzioni finora. Non si pensa che i mozziconi sono costituiti da una micro-plastica che contiene anche tracce di plutonio. È a tutti gli effetti un rifiuto radioattivo e pericoloso. Lo Stato non interviene con vere e proprie soluzioni, ma pone solo sanzioni che non fermano nessuno perché non c’è controllo. La soluzione è comprare un posacenere portatile.

 

Perché avete scelto il finanziamento con il crowdfunding invece di cercare un finanziatore?

Perché è uno strumento fenomenale e innovativo che in Sicilia non è tanto conosciuto. È utile perché il cittadino dona, aiutando a finanziare qualcosa che poi si troverà ad utilizzare. La raccolta fondi è anche un modo per responsabilizzare il cittadino! Il cittadino può arrivare a risolvere problemi a cui lo Stato non riesce a dare risposta. Quando il privato è coinvolto con una spesa, sebbene minima, è maggiore la possibilità che effettivamente utilizzerà quel servizio e vi porrà maggiore attenzione e cura. Nessuna impresa ci ha voluto aiutare sul territorio. Sarebbe stato normale che ogni lido ci donasse 5€, ma così non è stato. La risposta l’abbiamo trovata nel crowdfunding, uno strumento che sopperisce alla negligenza degli enti e delle imprese locali.

Come ha reagito la popolazione locale?

Ne hanno parlato giornali e siti: la Gazzetta del Sud, Lettera M e qualche altro. Speravamo di raggiungere maggior visibilità tramite i media. Immaginavamo che parlare diqualcosa di importante che riguardasse il posto in cui vivi, la tua casa, il tuo territorio potesse riscuotere una maggior eco. Abbiamo utilizzato il nostro sito, i nostri Social e tanto passaparola. Siamo 70 associati. Bastava che ogni associato avesse parlato del progetto a 5 suoi amici e la diffusione sarebbe stata ampissima.

 

Come vi ha aiutato la piattaforma di Rete del Dono?

La piattaforma di Rete del Dono è stato fondamentale nel supporto alla comunicazione del nostro progetto. Soprattutto nella sezione dedicata ai privati: la creazione del QR Code, la condivisione del progetto anche su Facebook, Instagram e Whatsapp. Anche le vostre pillole del giorno ci hanno dato spunti interessanti per sviluppare le nostre idee. Siamo studenti fuori sede di giurisprudenza, economia e marketing. Le basi fornite dal sito di Rete del Dono ci hanno permesso di avere una conoscenza di base degli aspetti utili a sviluppare una raccolta fondi efficace.

 

Quali sono gli obiettivi per il futuro? Altre spiagge della Sicilia o dell'Italia?

Quella di quest’anno è un’iniziativa che dura dal 25 luglio al 25 agosto e ha l’obiettivo di sensibilizzare il popolo messinese nei confronti di questa tematica. L’anno prossimo vorremmo approfondire ancora di più questo lavoro e coinvolgere le imprese locali in questo progetto di raccolta delle cicche. Questa prima iniziativa è rivolta a una sola spiaggia. il prossimo step è dedicarci a tutta Messina. Poi speriamo a tutta la Sicilia. Non ci precludiamo nessun obiettivo perché è un concetto molto semplice, che costa poco e che produce solo benefici.

 

Cosa consiglieresti a chi ha voglia di mettere su un progetto "ambientale" come il vostro?

Consiglio di prendere un telefonino, fare un video in cui si presenta il proprio progetto e di caricarlo su Youtube. Consiglio di credere nel proprio progetto, proporlo e portarlo avanti. Se l’idea pone una soluzione ad un problema, la si deve proporre per portare valore a tutti. Farlo utilizzando il crowdfunding responsabilizza il cittadino. 

 

Apri anche tu il tuo progetto di crowdfunding su Rete del Dono