“È meglio una borsa di studio di un servizio da caffè”. Alessandra Bergami e Roberto Furlan hanno le idee chiare sulla loro lista nozze: non vogliono regali, ma donazioni che finanzieranno la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla. 

Lui è responsabile dell’unità di Neuroimmunologia Clinica presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano ed è stato consigliere della Fondazione italiana sclerosi multipla. Lei ha subito accettato con entusiasmo il progetto con Rete del Dono: l’obiettivo è raccogliere 20mila euro, il costo di una borsa di studio, per dare una mano concreta ad AISM, l’associazione che da 50 anni si occupa della lotta alla malattia.

Alessandra, da quanto dura il vostro impegno contro la sclerosi multipla?

Da quando lo conosco, mio marito Roberto, si è sempre battuto per questa causa. Negli anni ha dedicato tempo ed energie alla cura della sclerosi multipla, alla ricerca clinica, allo studio di nuove molecole. E non ha mai smesso di farlo con entusiasmo. Quando i nostri figli, Giuditta, Pietro e Giacomo chiedono "Cosa dovrei studiare all’università? Ma poi che lavoro farò?", la risposta di Roberto è quella di scegliere studi che li appassionassero. All'ultimo figlio tredicenne, ancora oggi, dopo anni di lavoro nella ricerca scientifica, mio marito dice di essere stato molto fortunato: perché ha potuto fare della propria passione un lavoro.

A cosa servirà la vostra raccolta?

I fondi raccolti offriranno a un giovane un’opportunità che anche noi abbiamo avuto anni fa: una borsa di studio, per una ragazza o un ragazzo che vorranno intraprendere la carriera di ricercatore nel campo della medicina, nello specifico nella cura della sclerosi multipla. Non è semplice vincere una borsa di studio e pensare di aver contribuito, seppur in minima parte, ad aumentare il numero di queste possibilità ci rende soddisfatti e orgogliosi.

 

A chi è venuta l'idea?

È stato Roberto a proporlo: l’idea di festeggiare il matrimonio con la sua “gente” è stata abbastanza immediata. Sono stata subito d'accordo e questa richiesta non mi ha assolutamente sorpreso, perché lo conosco molto bene. Come ha scritto nella presentazione della nostra raccolta su Rete del Dono, abbiamo già tutto e chiediamo qualcosa per altri, perché la vita ci ha dato tanto. Mai come questi ultimi mesi ho realizzato che è davvero così: le nostre conquiste, i valori condivisi, la ricchezza dell'anima viene data per scontata. La vita quotidiana a volte sottrae il senso generale dello stare insieme e ci fa porre l'attenzione sull'immediato. Ora però capisco il significato di quello che mio marito aveva scritto: abbiamo costruito tanto e adesso ci sentiamo di donare ad altri. Anche perché, in tanti anni passati, abbiamo imparato che tutto ritorna prima o poi.

Come hanno reagito i vostri figli?

Giacomo, Giuditta e Pietro hanno accolto il nostro desiderio senza sorpresa, perché sono stati testimoni negli anni della dedizione di Roberto per AISM, spesso tradotta in domeniche lontano da casa o impegni serali dopo il lavoro. Quando Roberto dice che "abbiamo tutto", il riferimento non è al denaro, ma piuttosto alla famiglia, alla felicità, alla comunione di intenti, al condividere un progetto di vita.

E gli amici? C'è stato molto stupore?

I nostri amici conoscono AISM dai nostri racconti, è una realtà molto presente nella nostra vita quotidiana. Hanno accolto il nostro desiderio molto serenamente, con tanta curiosità e, devo dire, assoluto consenso. Un paio di persone ci hanno detto che non avrebbero partecipato alla raccolta su Rete del Dono, ma solo perché stanno costruendo il loro regalo, che sarà un manufatto. Tutti gli altri hanno accettato con piacere, del resto sono amici di vecchia data: ci conoscono e sposano le nostre cause. E poi, abbiamo raccontato questo progetto con un tale entusiasmo che non potevano non accogliere il nostro desiderio.

Il fatto che le donazioni siano "pubbliche", con la cifra visibile, può creare imbarazzo?

Noi non abbiamo mai guardato la cifra. Quello che leggiamo più volte e condividiamo, è l'augurio, la dedica che ci viene scritta. Ogni messaggio ci riempie di gioia perché nel quotidiano le amicizie vengono vissute con i gesti, con la presenza, raramente con le parole. Difficilmente ci raccontiamo quanto ci vogliamo bene ed è questo ciò che leggiamo nelle donazioni: non un numero ma l'affetto dei nostri amici.

Sosteniamo insieme il matrimonio di Roberto e Alessandra. DONA QUI