Nessuno è un’isola. Niente e nessuno può essere lasciato solo o indietro. Questa regola aurea è uno dei mantra della rete nazionale degli innovatori. Tale ecosistema spinge i cambiamenti socio economici nei territori e lo fa attraverso strumenti materiali e immateriali. Lo fa con la forza propria di una rete viva di anime e menti che sono convinte di poter incidere nella società, hackerandone le porzioni necrotizzate e spingendola verso nuovi orizzonti. Questo è il compito dei pionieri e il dovere degli innovatori.

Avendo vissuto le fasi preparatorie e operative di #Sinnova14 devo dire d'essere andato decisamente oltre.

Uno dei contenuti sviluppati nelle due giornate di convegno – 27 & 28 giugno 2014 – è inerente l’infrastruttura finanziaria regionale. All’interno di tale ampio bacino, abbiamo dedicato una porzione rilevante agli strumenti dell'economia collaborativa - crowdfunding, social lending e moneta complementare. Dalle parole di chi, a vario titolo, sta lavorando per dare gambe alle diverse declinazioni della sharing economy nel nostro Paese, è emerso come questi strumenti siano stati utilizzati con successo da organizzazioni, persone o aziende che, per svariati motivi, non avevano accesso alle tradizionali forme di finanziamento.

Come ci ha spiegato Ivana Pais la sharing economy, e il crowdfunding in particolare, prendono corpo in una comunità che reagisce ad una crisi sperimentando e riscoprendo la forza della collaborazione, il valore della condivisione, credendoci fino in fondo.

In tale contesto ci è sorto spontaneo lanciare una provocazione: come possono i policy maker non reagire e restare indietro agli strumenti di mercato? Questo è stato il nocciolo del nostro incontro. Crediamo fortemente che questi strumenti ne saranno parte integrante per una crescita sostenibile dei sistemi territoriali d'innovazione.

Quindi io vi dico: grazie e Avanti Tutta!