Raccontare una storia con un video è la forma pubblicitaria contemporanea per eccellenza. Uno dei formati più performanti è Google Ads YouTube Outstream. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

 

La fase di Awareness

 

E' ormai quasi inflazionato pensare al video come alla forma pubblicitaria contemporanea. In effetti però, le varie piattaforme di advertising hanno oggi un approccio al video stesso decisamente olistico. Un modo che consente alle aziende di investire con soddisfazione, e agli utenti di percepire meno invasive le visualizzazioni dei video stessi.

Piattaforme diverse, operano con metriche - cioè conteggi - diversi, ma garantendo agli inserzionisti modelli analitici scientifici. Il video per sua natura, a prescindere dal modello analitico che si decide di usare - Google Ads con YouTube per esempio conteggia una view dopo 25 secondi di video, mentre Facebook parte anche da 2 secondi - è uno strumento molto importante in quella che si chiama fase di awareness.

 

 

La fase di awareness è il momento nel quale si raggiunge un vasto pubblico con la volontà di suggerire, consigliare o comunque mostrare un qualcosa al quale non necessariamente si stava pensando. Immaginiamo la "vecchia" pubblicità televisiva, nella quale durante un film parte per esempio la pubblicità delle nuove merendine. Ecco, in quel momento io non sto pensando alle merendine, magari non ho neanche fame... ma quel messaggio mi dà un impulso. Impulso che poi posso riutilizzare successivamente.

Per quanto questa forma pubblicitaria, definita di awareness - o consapevolezza - possa sembrare inefficace, è molto importante perché con gli strumenti attuali, è possibile coinvolgere gli stessi utenti che hanno visto il video per mostrare loro nuovi messaggi e quindi condurli per tutto il loro percorso di "acquisto" (remarketing o retargeting, a seconda delle piattaforme).

Queste fasi, trovano oggi a mio parere un momento di forte efficacia per quelle aziende che hanno qualcosa da raccontare, quindi un messaggio video coinvolgente e potenzialmente appassionante. Il mondo delle donazioni, con le sue storie, ha sicuramente bisogno di un palcoscenico del genere.

Proprio per questo una delle principali novità nel mondo dell'advertising, credo decisamente che possa essere congeniale agli scopi di chi vuole raccontare storie. Questo formato pubblicitario, disponibile sulla piattaforma Google Ads (ex AdWords), si chiama "YouTube Outstream".

Preciso prima di tutto che non si parla in questo caso - o almeno io tenderei a non lavorare in fase altissima - di lavorare in awareness, ma piuttosto in fase medio alta o addirittura bassa del funnel. Su Ads è possibile usare per esempio dei segmenti di pubblico definiti in-market, vale a dire delle persone che stanno fortemente pensando di compiere un'azione. Tra queste azioni, c'è anche appunto la volontà di fare donazioni o azioni di beneficienza.

 

 

Ma perché outstream è così efficace?

 

Vediamo alcuni dettagli parafrasando la guida di Google.

Google Ads YouTube Outstream: "gli annunci outstream sono annunci video specifici per i dispositivi mobili (telefoni e tablet) che vengono riprodotti su siti web partner e all'interno delle app."

La cosa a mio parere interessante, è che i video vengono riprodotti con l'audio disattivato e per riattivarlo, gli utenti devono toccare l'annuncio. Attenzione al modello di pagamento: "gli inserzionisti pagano solo se più della metà dello spazio dello schermo riservato all'annuncio viene visualizzata per due o più secondi. Il formato è progettato per aumentare la copertura dei video a un prezzo conveniente."

Questo modello in pratica consente di inserire i video durante la navigazione nella pagina, suscitando interesse e consentendo quindi di essere cliccati proprio perché suscitano curiosità.

Vediamo ancora la guida. "Un modello di video può essere eseguito su diversi posizionamenti per dispositivi mobili. Gli annunci outstream con posizionamenti per web mobile vengono visualizzati nei banner, mentre i posizionamenti per app per dispositivi mobili visualizzati in annunci banner, interstitial, in-feed, nativi, oltre che in modalità verticale e a schermo intero." Tutto questo può avvenire anche sulle app!

Secondo Ads, il metodo migliore di usare questi tipi di annunci è attraverso campagne brand e copertura, quindi campagne definite di awareness, come dicevamo all'inizio. Tuttavia, lascia spiragli aperti anche quando dice "campagne senza obiettivo". Ecco, in questo contesto, lavorando su un pubblico che sta cercando attivamente e quindi in fase bassa, un video con un forte messaggio, a mio parere potrebbe coinvolgere e convincere anche se usato alla fine del percorso di acquisto, portando quindi al raggiungimento dell'obiettivo.