Lo strumento del video può essere molto importante nell’ambito di una campagna di raccolta online. Spesso le persone che costituiscono il nostro network non si soffermano a leggere la descrizione di un progetto solidale, ma preferiscono sentirselo raccontare a voce. E se ormai non servono strumenti sofisticati perché basta uno smartphone per riprendersi, ci sono comunque piccoli accorgimenti, sia tecnici che di contenuto, che rendono un messaggio filmato più efficace. Ecco la guida di Rete del Dono ai video-appelli per le donazioni benefiche.

L’inquadratura migliore

Il primo passo di un buon video è sicuramente l’inquadratura: meglio registrare con il telefono in orizzontale, scegliere uno sfondo luminoso senza scritte e avere la luce giusta sul proprio viso. L’inquadratura deve essere un primo piano, al massimo fino alla vita, che lasci un po’ di spazio in basso per i sottotitoli. Ricordatevi di non riprendere i bambini in volto e di fare attenzione a possibili rumori di fondo che interferiscano con le vostre parole. L'unico formato che predilige il verticale è Instagram e le Instagram Stories. Ne parliamo qui (LINK)

 

Video rapidi e brillanti

La soglia di attenzione di chi guarda un video, soprattutto sulle piattaforme social, non è molto alta: dovrete cercare di trasmettere in poche parole tutta la vostra energia e le informazioni che ritenete fondamentali. Restate sotto i 90 secondi e curate molto l’inizio del discorso, che deve essere abbastanza coinvolgente da tenere gli spettatori incollati fino alla fine.

Sorridere in camera

Il vecchio trucco dello “smile and wave”, consigliato nelle apparizioni in televisione, resta valido anche per i video delle raccolte solidali. Sorridere e lanciare messaggi positivi aiuta sempre a creare connessione con il vostro pubblico.

Una storia da raccontare

Puntate sul personale raccontando nel video il vostro percorso: perché avete a cuore proprio quella causa solidale, quando avete iniziato a farlo, quali obiettivi vorreste raggiungere in concreto. Dall’altra parte dello schermo ci sono persone come voi, che hanno bisogno di una storia reale per identificarsi in un progetto e magari sostenerlo. 

Ricordarsi della call

Ogni video realizzato per promuovere una raccolta solidale deve chiudersi con una “call to action”. Segnalate in modo chiaro il link alla vostra pagina di raccolta fondi (ad esempio scrivendolo su un cartello) e come contribuire, indicando i semplici passaggi per donare su Rete del Dono. 

 

La perfezione non serve

Non è necessario che il vostro video sia percepito come “professionale”, né è consigliato farlo sembrare artificiale. Siate spontanei, metteteci passione e impegno: in questo modo passeranno in secondo piano piccole imperfezioni durante il discorso, come i movimenti di camera. Nessuno si aspetta da voi un video da star del web: al contrario, un filmato casalingo, ma genuino e convinto genera più empatia e ispira di solito maggiore fiducia in chi guarda. 

Sharing is caring

Dopo aver terminato il vostro video è importante valorizzarlo con una strategia di diffusione adeguata. Facebook, Instagram e Whatsapp sono molto utili: nei primi due si può condividere con un messaggio diretto o con un post in cui taggare amici e parenti. Ricordatevi però di rendere pubblici i vostri profili o saranno inaccessibili per chi non vi conosce già. La chat di Whatsapp fa comodo soprattutto per la possibilità di creare catene: chiedete di inoltrare il vostro video a 3-4 persone e l’audience di possibili donatori si moltiplicherà in breve tempo. Non dimenticate i canali di comunicazione più tradizionali: chi non bazzica sui social network può essere raggiunto grazie una semplice mail con il link del vostro video.