Fundraiser di successo, runner, blogger, coordinatrice della Sezione di Bologna della LILT, social media addicted… E’ Giorgia Buselli, carismatica bolognese che questo fine settimana correrà la StraBologna e ad agosto volerà oltreoceano, a San Francisco, per cimentarsi nella Fog City Run. Due città, unite da un ponte, quello della solidarietà a sostegno dei progetti rivolti alle fasce più deboli della popolazione promossi dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. In poco tempo Giorgia ha raccolto oltre 1300 euro, ma non ha intenzione di fermarsi, la sua corsa solidale è solo all’inizio.

1) Raccontaci la tua esperienza di runner: da quanto tempo pratichi questo sport e perché ti piace?
In realtà ho iniziato a correre per sopravvivere a una corsa di beneficienza di 5 km, anzi a due corse, volte a raccogliere fondi per la lotta ai tumori. Così, per gioco, ho iniziato a correre un minuto alla volta e piano piano, sono riuscita a rilassarmi e godermi la corsa. Per me la corsa e’: un momento tutto mio, puramente a contatto con i miei sogni; un tuffo nella natura; una metafora ovvero una corsa verso un futuro senza cancro.

2) Il prossimo weekend correrai la StraBologna e ad agosto la Fog City Run di San Francisco a sostegno della Lilt. Cosa ti lega a questa organizzazione non profit?
Sono coordinatrice della Sezione di Bologna della LILT da quasi 6 anni. Credo in quello che facciamo e soprattutto in come lo facciamo. Sono orgogliosa dei progetti di prevenzione e diagnosi precoce a favore delle fasce più deboli della popolazione che portiamo avanti da anni, delle attività a tutela dei diritti del malato, dei programmi di counseling a supporto di chi deve affrontare la malattia propria o di un familiare. Dietro ognuna di queste attività c’e’ l’impegno, la professionalità, la dedizione e la motivazione di persone, medici, staff e volontari, che come me credono nell’Associazione. Per questo ho deciso di metterci la faccia…anzi le gambe…

3) In poco tempo sei riuscita a raccogliere quasi 1500 euro. Quali strumenti hai usato?
Facebook ha inciso moltissimo! Diversi amici hanno visto i post e hanno donato senza alcuna sollecitazione. Inoltre questo social network consente di condividere pensieri ed emozioni. Personalmente credo che ogni esperienza, se condivisa, acquista sapore. Twitter invece è più impersonale: molti retweet, poche donazioni. Alcune però sono arrivate e devo ammettere che quando qualcuno che non conosci di persona dona alla causa che tu stai sostenendo è gratificante, una vera emozione. La donazioni piu’ importanti sono arrivate da amici stretti che, non solo hanno donato, ma hanno coinvolto a loro volta amici, colleghi e conoscenti, una sorta di staffetta della solidarietà. Splendido!

Spinta dal desiderio di condivisione ho aperto un blog. Questo strumento ha dato visibilità alla mia campagna anche all’estero, in quanto scrivo post in italiano, inglese e spagnolo. Alcune persone leggono, altri commentano, pochi donano, esattamente come avviene con i social network. Gli stranieri, più abituati a questo genere di raccolta fondi, leggendo la mia esperienza cliccano sul widget senza esitazione.

4) Chi ti ha sostenuto in questa doppia sfida solidale?
La famiglia, sempre punto di riferimento e soprattutto di confronto, e gli amici più stretti. Non parlo solo di sostegno “materiale”, ma soprattutto di parole d’incoraggiamento, di stima e di affetto che sono state e sono tutt’ora il mio carburante … perché io non voglio fermarmi a 1500€, voglio raddoppiare l’obiettivo … in fondo perché mettere un limite ai sogni?