Siamo nel bel mezzo di quella che oggi chiamiamo la Digital Tranformation, un’epoca di rivoluzione nei paradigmi comunicativi, dove la maggior parte di nuove conoscenze, dibattiti, e azioni di attivismo civico avvengono attraverso il web e il digitale.

Pensiamo a tutte le petizioni che firmiamo, ai post e ai commenti sui social, agli acquisti, ai pagamenti, alle iscrizioni e agli abbonamenti che sottoscriviamo e non ultimo alle donazioni che effettuiamo online. Pensiamo oggi che quasi il 10% della raccolta fondi globale avviene online [Charitable Giving Report 2017 Blackboud Institute] e che 1 internauta italiano su 5 effettua donazioni attraverso il web (Ricerca Doxa Donare 3.0).

Sono anni in cui anche gli enti del Terzo Settore stanno ripensando ai loro assetti strutturali e organizzativi proprio per accogliere e sfruttare, seppur lentamente, questo cambiamento epocale. E lo stanno facendo anche attraverso l’integrazione di competenze digitali all’interno delle proprie organizzazioni.

In questo contesto si inserisce il digital fundraiser, una figura che coniuga competenze in area fundraising con il mondo dell’online e del web marketing. Questa figura, descritta ampiamente nel libro #DigitalFundraiser di Elena Zanella, è un professionista che ogni onp idealmente dovrebbe avere nel proprio staff per poter cogliere le opportunità di sviluppo della raccolta fondi attraverso il web.

 

Cosa fa il Digital Fundraiser

Il principale obiettivo del digital fundraiser è quello di sviluppare strategie volte all’acquisizione e gestione relazionale dei sostenitori attraverso i canali digital.

Si occupa infatti di gestire e coordinare la comunicazione e le campagne di raccolta fondi dell’Ente attraverso il digital e quindi attraverso nuove tecnologie quali il sito web, la newsletter, i social network (compresi i canali di messaggistica), ed inoltre gestisce il budget di spesa per tutto ciò che concerne l’online advertising.

A differenza di quello che si pensa, non si tratta semplicemente di un web marketing manager convertito al non profit, ma una figura specifica in grado di comprendere il target di sostenitori della ONP e di creare attorno a essa partecipazione e coinvolgimento.

Abbiamo voluto mettere questa figura sotto la lente di ingrandimento per capire come sia inquadrata in Italia oggi la professione e quali siano le principali competenze tecniche e trasversali che vengono maggiormente richieste nell’area.

 

La situazione ad oggi

Job4good stima che questa figura professionale rappresenti il 4% delle posizioni ricercate attraverso il portale. La stima viene effettuata sulla base degli annunci di lavoro che sono stati pubblicati (circa 3000) dalle onp registrate al portale (oltre 500) negli ultimi 3 anni.

E’ interessante notare che questa figura sia prevalentemente ricercata in organizzazioni medio grandi o cooperative, che sono realtà con maggiori capacità di investimento in aree come la comunicazione.

La percentuale di profili ricercati con skills digitali sale però all’8% del totale se si considerano tutte le altre posizioni, in aree come la comunicazione, il marketing e il fundraising, dove vengono richieste tra i requisiti proprio conoscenze e competenze digitali.

Il dato può essere interpretato dal fatto che le strutture più piccole, non avendo la priorità o la possibilità di investire in questo tipo di figura, selezionano candidati multitasking, che siano in possesso anche di competenze digitali per ruoli connessi.

Quali sono quindi le competenze che oggi una non profit cerca nei suoi candidati per affrontare la sfida digital? Quali sono le skills tecniche e trasversali che assumono sempre più importanza tra i requisiti ricercati  in aree di comunicazione e fundraising?

 

Hard Skills

Dal punto di vista tecnico è richiesta confidenza con il web editing, di saper leggere ed interpretare i dati analitici del traffico generato sui vari siti, di saper realizzare e monitorare campagne web siano esse testuali o grafiche (banner), saper realizzare landing pages (pagine di atterraggio), saper gestire efficacemente gli account social, conoscere le logiche di content marketing,  etc.

Senza dimenticare che la maggior parte del traffico online si sta spostando su dispositivi mobile, per cui il digital fundraiser dovrà conoscere le diverse possibilità che questo comporta, sia a livello di raccolta fondi che di sviluppo di relazioni con i sostenitori.

 

Soft Skills

Per le onp sono molto importanti anche competenze trasversali come la flessibilità e la capacità di adattamento, il problem solving, la creatività, la capacità di lavorare in team e la capacità d’ascolto.

Il digital fundraiser dovrà essere anche una persona proattiva e dotata di capacità di leadership, poiché probabilmente sarà suo compito anche cercare di far capire al direttivo l’importanza dell’innovazione tecnologica e le necessità di effettuare dei cambiamenti di processo. Servirà dunque in aggiunta una forte capacità di gestione dello stress.

 

Interessi

E per quanto riguarda gli interessi, emerge qualche affinità tra i digital fundraiser?

Abbiamo effettivamente rilevato tratti comuni quali l’interesse verso le nuove tecnologie ed il web in generale e la passione per i social media e tutte le tendenze ad essi associate. Quel che viene fuori è anche una propensione al volontariato, l’amore per ambiente ed animali ed un particolare interesse per i viaggi e la conoscenza di nuove culture.

Quindi, ora che avete inquadrato bene chi sia il digital fundraiser e quali siano le competenze necessarie per svolgere al meglio il ruolo, chiedetevi se all'interno della vostra ONP sia già presente questa figura o le sue competenze, in caso negativo dovrete per lo meno cominciare a considerare questo aspetto oggi per i risultati di domani. stay digital