Quale rapporto tra Terzo Settore e Trasformazione Digitale? Il Report 2018 di Italia non profit rappresenta la prima ricerca italiana sul tema.

 

PERCHÉ UN REPORT SUL RAPPORTO TRA TERZO SETTORE E TRASFORMAZIONE DIGITALE

 

Perché se ne parla molto ma ne sappiamo davvero ancora troppo poco! Osserviamo una proliferazione di corsi, eventi, piattaforme e quant’altro, ma vogliamo scoprire cosa accade quando la parola Trasformazione Digitale incontra una grandissima o una piccola organizzazione e quali dubbi, paure, fabbisogni formativi e opportunità porta con sé. 

Per il non profit la digitalizzazione rappresenta non solo una grande opportunità, ma anche una responsabilità perché impatta direttamente sul modo in cui gli enti operano, sui servizi che offrono e sui beneficiari. Una prima fotografia del cambiamento in atto è stata realizzata da Italia non profit - la piattaforma gratuita dedicata al Terzo Settore che orienta e permette l’incontro tra cittadini, donatori istituzionali e enti non profit - che nell’agosto 2018 ha pubblicato il Report sul rapporto tra Terzo Settore e Trasformazione Digitale.

Il Report, scaricabile gratuitamente, è il primo studio dedicato a come le organizzazioni stanno vivendo questa trasformazione e permette a operatori, enti e cittadini di comprendere meglio quale sia il rapporto tra Terzo Settore e digitale, fornendo dati, analisi, infografiche insieme ad approfondimenti specifici (come i Glossari dedicati ai termini del cambiamento e alle Professioni) che contribuiscono alla diffusione della conoscenza e all’orientamento.

 

1. ANALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: DA QUALI DOMANDE PARTIRE

 

Innanzitutto perché ci si digitalizza? Con quale obiettivo? Come le organizzazioni stanno vivendo la trasformazione digitale? Quali sono le competenze digitali degli enti e dei board? Quali sfide il non profit si troverà ad affrontare?

Comunicare coi millennials, mettere in piedi un miglior sistema di risposta al bisogno, coinvolgere i donatori, che sempre di più stanno online: il rapporto che c’è tra Trasformazione Digitale e Terzo Settore non riguarda esclusivamente quanto accade sul web, comporta anche l’osservazione del cambiamento organizzativo degli enti e quindi come si modificano col tempo, come migliorano le proprie competenze, la loro struttura interna, il loro modo di relazionarsi con l’esterno, la sostenibilità e le modalità di raccolta fondi.

Ecco perché la sfida del digitale si fa spazio in un contesto che muta costantemente e che si modificherà sempre più velocemente: così come cambiano i modelli di consumo, l’approccio agli strumenti di comunicazione, la cultura e le interazioni, devono cambiare le organizzazioni per rispondere ai bisogni dei beneficiari, per fidelizzare e attirare sostenitori, per migliorare il proprio posizionamento e la propria riconoscibilità.

 

2. IL REPORT E L’INDAGINE: LA PAROLA AI PROFESSIONISTI DEL SETTORE

 

Queste domande sono state rivolte ai professionisti del Settore tramite due questionari somministrati online. L’indagine ha coinvolto due target specifici, gli operatori interni agli enti (dipendenti, collaboratori, volontari, soci, etc.) e i consulenti esterni (liberi professionisti, consulenti,agenzie di supporto, etc.) e ha visto la partecipazione di più di 450 professionisti. Entrambi i campioni sono composti da professionisti con una buona esperienza nel Settore (più di 5 anni).

Si è scelto di dare la parola a chi presta la propria professionalità nel non profit perché il rapporto con il digitale riguarda le competenze interne alle organizzazioni e perché i cambiamenti organizzativi coinvolgono non solo il modo degli enti di rapportarsi con l’esterno, ma in primo luogo le risorse umane: comprenderne le competenze, il modo di approcciarsi al paradigma digitale, il rapporto con il board e come vengono vissute le sfide, permette di guardare il non profit “da dentro” e fornisce al Settore un primo strumento che può dare riferimenti per valutare dove si collocano gli enti nella Trasformazione Digitale, cosa pensano i professionisti del Settore sul loro rapporto col digitale e quanto i board sono preparati a questo cambiamento.

Un primo strumento perché si tratta del primo Report italiano sul tema. L’indagine ha inoltre uno sguardo internazionale e una natura collaborativa: è stata sviluppata in collaborazione con Skills Platform - hub dedicato al Terzo Settore inglese - e realizzata grazie alla collaborazione degli opinion leader del Settore che ne hanno supportato la diffusione.

 

3. HIGHLIGHTS DELLA RICERCA: IL DIGITALE COME UN PERCORSO CHE COINVOLGE COMPETENZE, RISORSE, BOARD E FORTI CAMBIAMENTI

 

Dalla ricerca emergono competenze digitali molto forti, come l’uso dei social media e l’email marketing, ma diverse aree ancora da sviluppare, soprattutto in termini di know-how, come ad esempio la SEO e la cybersecurity, che sono fra i temi che sembrano destare maggiore preoccupazione.

I maggiori ostacoli che incontrano le organizzazioni nell’ottenere il massimo dalla digitalizzazione sono da rintracciare per il 40% degli operatori che lavorano internamente agli enti nella carenza di fondi da investire e per il 37% di essi nella mancanza di competenze interne da dedicare; i consulenti esterni invece non rintracciano nella mancanza di risorse il principale impedimento allo sviluppo digitale degli enti: per questo gruppo, i principali ostacoli sono rappresentati dalla mancanza di know-how (47%) e dalla presenza di altre sfide percepite come prioritarie (43%).   

 

Entrambi i campioni confermano che il cambiamento che il digitale porta con sé è di grande importanza anche per il futuro degli enti, anche se la sensazione è che questo sia percepito in maniera più rilevante dagli operatori interni (il 56% dei quali dichiara che “la portata del cambiamento nei prossimi anni sarà di alto impatto”). I consulenti che hanno completato il questionario si distribuiscono in maniera più omogenea tra 3 opinioni: per il 35% il cambiamento sarà di grande portata, per il 35% di media, per il 27% il cambiamento riguarderà solo alcuni enti.

 

4. RAPPORTO TRA DIGITALE E RACCOLTA FONDI: COME VIENE VISSUTO

 

Il cambiamento verso un mondo più digitale mette un forte accento sulla definizione di strategie future nel miglioramento dei servizi, nel rapporto con l’audience, nel posizionamento del mercato, ma anche rispetto l’opinione pubblica. In generale, entrambi i campioni confermano che il cambiamento che il digitale porta con sé è di grande importanza anche per il futuro degli enti.

Per i collaboratori interni agli enti, incrementare le competenze digitali significa incidere positivamente sulla raccolta fondi (56%) e sullo sviluppo del proprio network (39%); per i professionisti esterni, incrementare le competenze digitali degli enti significa invece aumentare il network dell’ente (53%) e migliorare il perseguimento della strategia generale (37%).     

Sia gli operatori interni sia i consulenti sentono inoltre di non essersi ancora adeguatamente preparati sul Digital Fundraising, tema ricorrente fra le sfide che più preoccupano, insieme alla “SEO”, alla “gestione dei dati e dei temi connessi alla privacy”, e “all’engagement delle nuove generazioni”.

Le competenze degli enti in Digital Fundraising vengono infatti ritenute ottime solo dal 4% degli operatori, buone dal 9% e sufficienti dal 26%; i consulenti valutano il know-how degli enti sullo stesso tema per il 16% buono e per il 18% sufficiente. Nessun consulente reputa ottimo il know-how in Digital Fundraising.

 

5. UNA TRASFORMAZIONE CHE COINVOLGE PROFESSIONI E TERMINOLOGIA

 

La Trasformazione Digitale comporta una modificazione anche del lessico quotidiano, nel lavoro e nel modo di approcciarsi all’interlocutore. Per questo è necessario condividere terminologie e orientarsi tra le nuove professioni e le parole del cambiamento: nella pagina dedicata a Terzo Settore e Trasformazione Digitale si possono anche consultare due contenuti extra:

  • Il Glossario dedicato alle 40 parole del cambiamento 
  • Il Glossario e le 20 nuove esperienze digitali

La sezione ha una natura collaborativa ed è in costante aggiornamento, l’indagine sarà rilanciata nel 2019 e tutti i contenuti saranno integrati e aggiornati insieme a quanti desiderano contribuire con stimoli, idee e necessità.