Quando una Non Profit si iscrive al Charity Program di una maratona per raccogliere fondi, gli obiettivi di comunicazione sono due: aumentare il numero di runners iscritti e disposti ad impegnarsi per la raccolta e aumentare il numero di donazioni. Per entrambi gli scopi, i social media e il sito sono utili e indispensabili. Ne abbiamo parlato il 18 gennaio 2017 con le organizzazioni che parteciperanno alla Milano Marathon e qui riassumiamo quanto ci siamo detti.

Landing page e sito che funzionino
 

Prima di tutto, è importante ricordarsi che il centro di una campagna è sempre il proprio sito, meglio ancora se dotato di due landing page: una per permettere agli utenti di donare, l'altra per i runners che decidono di lasciare i propri recapiti per essere ricontattati e diventare personal fundraiser. A questo proposito, vi rimandiamo a un articolo su come costruire una landing page efficace per una non profit. Fin dall'inizio, bisogna specificare chiaramente l'obiettivo, le motivazioni e il progetto per cui si raccolgono fondi. Un esempio è quello portato durante l'incontro da Fondazione Veronesi. Alla loro prima edizione hanno proposto un progetto per sostenere la ricerca contro il cancro. I fondi raccolti sono arrivati a soli 600 euro. Alla seconda edizione hanno lavorato sul progetto personalizzandolo, ovvero hanno spiegato che i fondi raccolti sarebbero serviti per coprire i costi annuali di una borsa di studio per una ricercatrice. La raccolta fondi superò i 30mila euro. In fase di promozione non dimenticate di inserire nel vostro sito il widget delle donazioni di Rete del Dono. E' un ottimo strumento di trasparenza per mostrare l'andamento della raccolta!

Relazioni con i fundraiser

Meglio un rapporto "persona-a-persona" e un calendario preciso
 

I personal fundraiser sono importanti perché allargano la nostra rete. Il donatore sarà più propenso a donare se a chiederlo è una persona di cui si fida e che garantisce per l'associazione e per la causa. Molto meglio un rapporto "persona-a-donatore" che quello "nonprofit-a-donatore". Grazie ai personal fundraiser possiamo quindi raggiungere utenti che probabilmente non avremmo mai raggiunto da soli. Guardate l'immagine sopra: immaginate che il centro del cerchio più grande sia la non profit e che i nodi (i punti al centro degli altri cerchi) siano i volontari o i runners. Molti di coloro che conoscono il runner non è detto che conoscano direttamente l'associazione, ma donano perché legati al volontario. Il runner ha però bisogno d'aiuto e di essere seguito. Prima di tutto serve una linea editoriale chiara, meglio se definita attraverso un calendario ben preciso e condiviso con i personal fundraiser. Tra i contenuti programmati, possiamo consigliare quelli che interessano sia i potenziali donatori che i potenziali fundraiser, come ad esempio le interviste ai runner già coinvolti nel progetto. Saranno loro a "metterci la faccia" e a coinvolgere con la loro motivazione altri donatori. Ma anche i runner che stanno portando avanti la raccolta fondi hanno bisogno di contenuti efficaci da condividere sulle bacheche social. Sono ottimi, ad esempio, i post che contengono approfondimenti sul progetto oppure gli articoli di giornale che ne parlano.

Whatsapp e gruppi per aiutare i fundraiser
 

Per aiutare i fundraiser, meglio organizzare un workshop online per rispondere a tutte le loro domande. Basta Skype per poterlo fare a costo zero. Vista la grande diffusione di WhatsApp, si può pensare anche a un servizio di consigli via WhatsApp "1-a-1". Lo stesso vale per i gruppi Facebook, che permettono agli utenti di conoscersi e di scambiarsi direttamente i consigli. Da valutare anche la possibilità di valorizzare le testimonianze dirette dei fundraisers, che potranno inviare dei video-selfie o delle immagini dei loro allenamenti. Il concetto è semplice: lasciamo che siano i nostri sostenitori a parlare per noi! Invitate i personal fundraiser a condividere la propria storia e le proprie motivazioni, sarà un modo per creare empatia con gli amici. Molto utile è anche ringraziare pubblicamente sui social chi dona, specialmente se si conosce personalmente. Per quanto riguarda invece l'obiettivo di raccolta, meglio darsi un traguardo facilmente raggiungibile e successivamente aumentarlo anziché il contrario. Anche in questo caso, i migliori alleati saranno i propri amici: si potrà avviare una catena su WhatsApp invitando a donare una cifra minima e poi condividere lo stesso invito con altri 10 amici.

Apri il tuo progetto di raccolta a questo link

Coinvolgere gli influencer
 

Qualora fosse possibile raggiungere facilmente dei VIPs sui social o dei personaggi famosi potenzialmente interessati alla nostra causa e in linea con i nostri valori, dovremmo fare di tutto per coinvolgerli. Invitarli a correre una maratona solidale sarebbe il massimo, ma possiamo anche proporre solo la condivisione dei nostri messaggi sui loro canali. Il loro gesto sarebbe un modo per rendere affidabile la nostra associazione e motivare i runners a spendersi per noi.

Facebook per le relazioni, Twitter per le Digital Pr e Instagram per le storie
 

Un canale come Facebook permette di creare forti relazioni sociali e una forte segmentazione del pubblico. Un esempio: una runner donna che ha subito un'operazione al seno o corre per conto di un'amica può avvicinare donatrici della sua stessa età che provano empatia per la sua storia. Twitter invece è un utile strumento di Digital PR. Alcuni personal fundraiser lo utilizzano per segnalare la propria impresa a giornalisti e testate locali attraverso le mentions. Allo stesso modo chiedono a personaggi famosi o influencer di rilanciare i tweet in cui invitano a donare...e funziona! Instagram, infine, è una piattaforma in forte crescita ed è perfetta per raccontare storie attraverso le immagini. Un personal fundraiser può raccontare i suoi allenamenti con foto e video oppure condividere le immagini create dalla non profit che sostiene. Può anche taggare gli amici che vuole invitare a correre e raccogliere fondi insieme a lui. Quando possibile, meglio optare per primi piani e foto che possono suscitare sensazioni positive: sorridete, anche alla fine di un pesante allenamento!