La diffusione di idee e pratiche di responsabilità sociale ha contribuito in questi 15 anni (dalla Strategia di Lisbona del 2000 ad oggi) al cambiamento nei rapporti tra l’impresa e i suoi stakeholder, ha spinto le organizzazioni a innovare e a innovarsi, ha prodotto un’energia positiva finalizzata a cercare soluzioni nuove a problemi antichi. Possiamo dire che, complice anche la crisi, ha stimolato i diversi attori a collaborare di più. Oggi si parla, come mai in passato, di processi collaborativi, co-progettazione, crowdfunding, coworking, crowdsourcing, business p2p, stakeholder engagement: tanti termini che sono entrati nel vocabolario di quella che chiamiamo sharing economy.

Questi sono alcuni dei temi di discussione in occasione de Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale che si terrà a Milano, all’Università Bocconi, il prossimo 7 e 8 ottobre 2014.

Parola d’ordine: collaborare

 

Il web ha reso più semplice attivare le relazioni, ha facilitato la ricerca di informazioni, ha stimolato maggior consapevolezza, ha reso possibile il confronto e lo scambio. Oggi si è sviluppato quindi un diverso modo di rapportarsi che porta le organizzazioni ad affrontare i problemi in un’ottica di valore condiviso. Diversi esempi lo dimostrano: grandi imprese che aiutano start up a crescere; imprese di diversa dimensione che partecipano a bandi e finanziamenti; imprese for profit che sviluppano progetti con le organizzazioni non profit non più come semplice sostegno ma in un’ottica di collaborazione con obiettivi condivisi etc. In questo scenario sta cambiando anche il modo di gestire le relazioni nei rapporti di filiera e la condivisione diventa il presupposto per poter creare processi e prodotti sostenibili. Le nuove sfide – che dipendono dalla forte concorrenza internazionale e dai player dominanti all’interno del mercato – impongono il cambiamento anche alle piccole e medie imprese, sottoposte a pressioni sempre più forti sul fronte della sicurezza, della tracciabilità e della certificazione.

La condivisione è quindi la strada che facilita lo sviluppo di strategie di CSR e le rende più produttive.

Comunicare la CSR

 

Ma se investire in politiche di CSR è importante, è fondamentale anche riuscire a comunicare in modo efficace il proprio impegno sociale e ambientale. Non bastano infatti bilanci sociali ben fatti, codici etici articolati, messaggi chiari e ben argomentati: per coinvolgere stakeholder e influenti la comunicazione deve anche essere empatica, trasmette positività, creare emozioni. Dati, informazioni, indicatori servono ma non sono sufficienti. Oggi, più che in passato, è necessario affiancare alla rendicontazione puntuale di quanto realizzato la testimonianza del valore positivo generato, della consapevolezza di aver contributo alla soluzione di un problema, della soddisfazione per aver coinvolto tanti soggetti nella propria attività. L’organizzazione capace di comunicare in modo efficace può rivendicare la propria leadership interpretando la CSR come opportunità trasformativa, come una relazione continuativa con gli stakeholder per valutare le proprie politiche e i propri comportamenti economici, ambientali e sociali.

Interagire in modo efficiente e continuativo con tanti soggetti diversi non è facile: per questo è necessario dotarsi di una strategia di comunicazione, una bussola per orientarsi nelle scelte e governare con maggior consapevolezza le relazioni.

In questo scenario la responsabilità può diventare contagiosa stimolando nei diversi attori sociali comportamenti virtuosi capaci di produrre grandi risultati. E la comunicazione può aiutare la CSR a svilupparsi ulteriormente. Indispensabile è crederci e agire di conseguenza