“Se anche tu ti sei sentito sopraffare dal dolore, sappi che io parteciperò all’IronMan di Barcellona 2018… un po’ anche per te”.

Era il 19 maggio 2017 quando la vita di Alessandro cambiava radicalmente. “Poco più di un anno fa il destino ci ha messo a dura prova. Dopo dieci anni di matrimonio felice, di una vita da sogno, dopo la nascita nel 2012 del nostro Tommaso Olivier e nel 2016 della nostra Emma Sophie,  il nostro viaggio insieme è stato interrotto. Ad un mese dalla nascita di Emma, un tumore ha colpito mia moglie Barbara. In modo violentissimo, spietato, senza lasciarci neanche il tempo di respirare. Pochi mesi, troppo pochi”. Con grande fatica ha dovuto tenere la barra dritta per prendersi cura dei suoi bambini, mettendo a rischio tante cose, compreso il lavoro. “La comprensione che mi sarei aspettato non l'ho trovata. Ma con i miei bambini si è creato un rapporto unico”.

La forza di Barbara che lo spinge

È in questo momento che Alessandro matura il desiderio di correre un IronMan, la voglia di tenere alta l'adrenalina, “una prova di forza con la vita, non contro gli altri”. La gara di Barcellona sembrava perfetta: proprio la città dove la sua Barbara ha vissuto per tanti anni, dove tornare per ritrovarla adolescente. È lui stesso che scrive queste bellissime parole “Parlo a te, Barbara. Ho avuto il privilegio assoluto di poter stare con te per dieci anni. Non averti più qui con noi mi trafigge il cuore. Hai sofferto tanto. Troppo. Ingiustamente. Stare con te in ogni istante, fino all’ultimo, mi ha fatto rendere conto ancor di più, se possibile, della tua forza immensa”.

Gli amici solidali anche nella raccolta

Un amico gli fa conoscere Rete del Dono, la possibilità di raccogliere fondi per Airc contro quella malattia che tanto l'ha fatto soffrire, e unire questo scopo benefico alla sua sfida sportiva. Non ci pensa due volte, apre il suo progetto e inizia a ricevere donazioni. “Non c'è stato bisogno di chiedere, le persone hanno fatto tutto da sole. Sono stati vicini a me, hanno donato e si sono proposte di tenermi i bambini. Tanti amici e amiche mi hanno dato un aiuto anche pratico, aiutandomi a gestire il complicato quotidiano”.

Tommaso, il primo fan

“Mi alleno prima della sveglia o in pausa pranzo. Mio figlio vede che mi impegno e mi sostiene, mi chiede come è andata e quando andiamo a fare le gare di preparazione lo vedo a bordo strada che tifa per me e mi incita con tanta passione”. Non ha mai raccontato che quello sforzo è legato a sua madre. “Non voglio che pensi a sua madre ogni volta che vado ad allenarmi. L'abbiamo salutata con il sorriso, che lui mi ha insegnato. Abbiamo trovato il nostro modo di comunicare con lei. Io ho fatto ben poco. Tommaso è un bambino meraviglioso, già pronto per affrontare la vita. E' lui, in realtà ad insegnarmi tanto. Sono molto orgoglioso di lui”

Nuoto, bici, corsa. Una dimensione spirituale

Il Triathlon sta dando ad Alessandro la forza di affrontare la grande perdita: “è una dimensione spirituale, la prestazione non mi interessa. La fatica e l'impegno fisico mi hanno aperto un canale comunicativo speciale con me stesso e con Barbara. Credo di poter dire che non mi sono mai pianto addosso. Non mi sono mai fermato e questo grazie alla forza di Barbara che è "entrata inme" sin dal primo istante. Nonostante l'immenso dolore, c'è una grande serenità di fondo. Barbara è con noi, sempre. So in cosa credere e voglio trasmetterlo ai nostri figli”. Il 'cratere enorme' come lo chiama lui, sul quale sta camminando, sta reggendo, e lui riesce a trovare un equilibrio. “La realtà non è univoca come si può pensare. Da tutto questo sta nascendo qualcosa di buono per me e per i miei bambini”.

Scopri la storia di Alessandro e aiutalo a ricordare Barbara!