Se per Airc la Milano Marathon è stata un successo in termini di adesioni e di raccolta fondi, buona parte del merito è di chi, da dietro le quinte, ha gestito la campagna e organizzato la partecipazione dei team aziendali. Federica Gargiulo, responsabile dell’Unità partnership dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, ha gestito la parte corporate della maratona, puntando forte sul coinvolgimento totale dei partecipanti nella gara, sia quella sportiva che quella solidale. Federica Gargiulo ha reclutato le aziende che si sono unite ad Airc e hanno spinto i loro dipendenti a correre e raccogliere donazioni per la ricerca contro il cancro. Risultato finale: oltre 100mila euro raccolti e 30 iniziative aperte su Rete Del Dono.

Cosa vi ha spinto a fare personal fundraising nelle aziende?

Ho seguito in prima persona questo processo perché il mio lavoro consiste nel capire quali iniziative possono essere utili per un’azienda. L’attività di crowdfunding in questo senso è perfetta perché coinvolge i dipendenti, facilita il team-building e contribuisce in modo significativo alla reputazione della società. Abbiamo creato dei pacchetti specifici per la Milano Marathon e, infatti, le aziende hanno aderito in massa.

Come avete strutturato la vostra campagna?

Abbiamo gestito la campagna secondo due direttrici, la comunicazione interna e quella esterna. Nei canali interni delle aziende partner abbiamo sviluppato call to action settimanali, tenendo sempre aggiornati i dipendenti sia sulla parte sportiva (allenamenti e risvolti sulla salute), sia sull’avanzamento della raccolta fondi. All’esterno invece abbiamo sottolineato l’adesione delle aziende alla nostra raccolta, evidenziando il loro impegno tramite il nostro portale e i social network: una sorta di ringraziamento pubblico che ha sicuramente fatto molto bene alla loro brand-reputation.

Perché avete scelto proprio Milano Marathon?

Milano Marathon è l’unica maratona in Italia che permette di correre i 42 chilometri in staffetta, con quattro runner che si passano il testimone. Sembra fatta apposta per le aziende, perchè gioca con il team building e lo rafforza. Non solo, la staffetta è solo solidale. Ciò significa che chi vi si iscrive deve scegliere un'organizzazione non profit da sostenere tra quelle iscritte al Charity Program. Questo permette ai partecipanti ddi associare alla sfida sportiva quella solidale e all’azienda di mettere in pista una vera e propria attività di CSR.

 

 

 

Il vostro Direttore Generale, Niccolò Contucci si è messo in gioco in prima persona, correndo la staffetta. Credi che questo gesto sia stato contagioso o abbia contribuito a coinvolgere?

Niccolò ha affrontato questo appuntamento con una carica e un’energia straordinarie, che sicuramente hanno costituito un esempio positivo anche per le aziende nostre partner. Ma credo che gli effetti si vedranno soprattutto in futuro: molte realtà si sono avvicinate a noi in occasione della Milano Marathon e da molte ci aspettiamo adesione ai prossimi progetti e collaborazione in futuro. Una grossa mano ci è arrivata anche dai nostri testimonial e in particolare Jack Sintini, un pallavolista che ha sconfitto il cancro, che ha guidato alcuni degli allenamenti e fatto da mental trainer ai nostri runner.

Il successo della vostra raccolta è stato inaspettato?

Abbiamo pianificato la nostra campagna fin nei minimi dettagli, ma non posso nascondere che il risultato finale sia stato superiore alle aspettative. Considerando che la raccolta fondi non è ancora finita, abbiamo totalizzato quasi 100mila euro. A queste andrebbero aggiunte le donazioni off-line (poche migliaia di euro in realtà, perché abbiamo catechizzato tutti a utilizzare il portale di Rete del Dono). Il risultato è sorprendente perché è stato raggiunto in poco tempo: il pacchetto è stato creato a novembre, ma le adesioni definitive da parte delle aziende sono arrivate tutte verso la fine di gennaio. Avevamo poco tempo per organizzare la campagna e pubblicizzare la raccolta, è stato un vero e proprio sprint, una montagna che abbiamo scalato tutti insieme. Per essere la prima esperienza di questo tipo, siamo davvero soddisfatti.

 

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Quali sono stati I punti di forza della vostra campagna?

Abbiamo puntato su due parole chiave:coinvolgimento e divertimento. I dipendenti delle aziende partner hanno condiviso la nostra missione anche perché l’abbiamo proposta come una sfida su un doppio binario: quello del risultato sportivo e quello della raccolta fondi. I messaggi che abbiamo trasmesso relativi alla campagna facevano leva sulla felicità sprigionata da un’attività che fa bene al proprio corpo e agli altri. Per questo, abbiamo anche chiesto ai volontari di Airc di fare il tifo lungo il percorso, gridando e incitando i corridori.

Avete intenzione di replicare questa esperienza?

Dopo un simile successo, come possiamo non ripetere l’iniziativa l’anno prossimo? Sarà una gioia partecipare alla Milano Marathon 2018, ma abbiamo in cantiere anche qualcosa a breve termine. Puntiamo infatti alla Venice Marathon, che si correrà a ottobre e per cui il contatore della raccolta fondi è già aperto: rispetto a Milano sono diverse le regole d’ingaggio, ma è identica la nostra voglia di scendere in pista e raggiungere i nostri obiettivi.

 

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