Nel sorriso di queste due bimbe si riassume il successo della 10edizione del Festival del Fundraising. L’onore di essere lì, di ascoltare in diretta la loro storia di vita, la storia di un gruppo di giovani, dagli 11 ai 14 anni, che hanno avuto la splendida opportunità di rinascere.

Nel 2006 Flavio Chávez, tecnico ambientale impiegato nella discarica di Cateura in Paraguay, e ora direttore dell’Orquesta de Instrumentos Reciclados de Cateura, trovò un vecchio violino e maturò l’idea di creare altri strumenti con gli oggetti ritrovati in discarica e quindi l’orchestra. Come ha giustamente commentato in occasione della plenaria di chiusura del Festival, “La basura se convirtió en una oportunidad para nosotros”.

Il progetto rappresenta una grande opportunità per i bambini e i giovani del luogo che, pur vivendo in condizioni precarie e di degrado, possono sviluppare la loro creatività e il loro talento, imparare attraverso la musica e progettarsi un futuro diverso. Un progetto positivo di rinascita e riscatto, scoperto da UNICEF e che abbiamo avuto il piacere di vivere in occasione del Festival del Fundraising, grazie a Francesco Ambrogetti e Valerio Melandri. Un vero toccasana per la nostra motivazione!

Il nostro è un ruolo chiave che ha il potere di valorizzare e far conoscere i meravigliosi progetti che si celano in seno alle nostre organizzazioni. Abbiamo il potere di dargli forma, sostegno e la giusta visibilità affinché possano spiccare il volo, vivere di vita propria, crescere ed essere di ispirazione per altri. Un’opportunità da non perdere!

Robert Wood, autore del libro “The fundraiser who wanted more”, nella sua sessione sul corporate fundraising, ci insegna che è essenziale sapersi calare nei panni del nostro potenziale donatore per essere efficaci e sapere coinvolgere. Essere autoreferenziali non paga. Ciò che fa la differenza è la nostra capacità di essere empatici, di saperci relazionare con i nostri partner in modo professionale e concreto, andando oltre ovvero incontrando le loro aspettative in termini di PR, reputation e stakeholder engagement. Solo così sapremo distinguerci, emergere e far fiorire i nostri progetti.

 

 

Di grande interesse anche gli spunti di Jeff Brooks, Fundraiser americano, sul percorso del donatore (Il donatore eroe e il suo viaggio epico). “Noi fundraiser abbiamo l’opportunità di arricchire e rendere emozionante questo percorso. Non limitiamoci ad offrire speranza, ma tanta concretezza. La concretezza paga”. Gli elementi chiave su cui suggerisce di puntare sono:

- Specificità – che cosa si realizzerà grazie a questo progetto? 
- Costo – quanto costa realizzarlo?
- Impatto - quale sarà l’impatto della mia donazione? Con 20 euro compro un kit scuola per un bimbo
- Urgenza – quando devo realizzarlo? Non dimentichiamoci di indicarne la scadenza

Impatto e urgenza due termini molto famigliari anche a chi, come noi, si occupa di crowdfunding. Come giustamente ha evidenziato Fabio Salvatore nella sua sessione sul crowdfunding (“Crowdfunding, panacea di tutti i mali o incubo ricorrente del fundraisier professionista?”), impatto e urgenza, sono stati fattori determinanti nel successo della campagna di crowdfunding di Banco Alimentare. Una raccolta fondi durata una settimana a ridosso del weekend della Colletta Alimentare. Il progetto è chiaro e semplice, ovvero raccogliere fondi per comprare gli scatoloni da utilizzare per il giorno della Colletta Alimentare. In pochi giorni, coinvolgendo la propria community di volontari, sia via mail che sui social media, Banco Alimentare raggiunge l’obiettivo.

 

 

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E qui entra in gioco il ruolo chiave dei volontari, i preziosi donatori di tempo. E si perché anche loro ci donano qualcosa di molto prezioso, il loro tempo. Sta a noi saperli ingaggiare, motivare e coinvolgere emotivamente sui nostri progetti. Come? Luigi Somenzari, Fondazione CRT, ci ha illustrato insieme al suo team come conquistare il “Volunteer Love”. Una presentazione esilarante, ma anche ricca di contenuti che è riuscita a trasmetterci quanto la nostra capacità di personalizzare l’esperienza del volontario debba diventare il mantra per la nostra organizzazione. Solo così riusciremo a far vivere un'esperienza unica, far sentire la nostra causa, divertire e in ultima istanza attivare il nostro volontario come “donatore”, ambasciatore della nostra causa e perché no, Personal fundraiser.

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