Estate tempo per riflettere, per pianificare, per valutare nuovi strumenti e nuove modalità per coinvolgere i nostri donatori. Tempo per decidere, magari di testare una nuova modalità di ingaggio.

In questo senso l’opportunità offerta quest’anno da Rete del Dono alle organizzazioni culturali giunge proprio al momento giusto. Mi riferisco al Premio Rete del Dono per la Cultura,  premio riservato ad enti e organizzazioni non profit che abbiamo in mente di attivare per il prossimo autunno una campagna di crowdfunding con un obiettivo di almeno 5.000 euro per la realizzazione di un progetto di produzione, valorizzazione o tutela in ambito artistico e culturale.

Un’ottima occasione per fare crowdfunding per uno dei progetti che abbiamo nel cassetto o per ampliare le strategie di fundraising utilizzate fin ad oggi. Un’occasione imperdibile per iniziare in un “contesto protetto” a cimentarsi con questo strumento e con questa filosofia di approccio al dono.

Nel corso degli ultimi 3 anni ho accompagnato organizzazioni di diversa natura, dimensione e tipologia alla scoperta del crowdfunding per coinvolgere i propri potenziali donatori. In questi 3 anni ho imparato che una campagna di crowdfunding può essere un buon modo per avvicinarsi gradualmente al mondo della raccolta fondi, ma anche un ottimo test per capire se la vostra organizzazione è pronta o meno a coinvolgere potenziali donatori a sostegno della vostra causa o del vostro progetto.

Moma

Ecco cosa si può capire dopo “esser usciti vivi” da una campagna di crowdfunding e aver raggiunto il proprio obiettivo di raccolta fondi:

  • sarete sicuramente più consapevoli di quello che è il vostro patrimonio relazionale, la temperatura delle relazioni che avete tessuto negli anni e la disponibilità a donare dei vostri contatti.
  • avrete superato il DIGITAL CHECK UP e avrete una volta per tutte affrontato e risolto molte delle problematiche che spesso sono di ostacolo nel rapporto continuativo con i donatori.
  • sarete riusciti a raccontare, coinvolgere e persino a muovere all’azione i vostri contatti!
  • avrete sicuramente messo mano alla vostra comunicazione, lasciato per sempre pericolose derive autoreferenziali e imparato a raccontare al bambino di 8 anni, alla signora Pina di 80 anni e al marziano appena arrivato sulla terra chi siete, cosa fate e per quale progetto state raccogliendo fondi, ma soprattutto perché e per chi è importante questo progetto e perché altre persone - al di là della nicchia dei vostri parenti-amici-colleghi - dovrebbe decidersi a sostenerlo.

In estrema sintesi avrete sicuramente imparato quello che in gergo si chiama il “donor care”, la cura della relazione a lungo termine con il donatore, prezioso e immancabile tassello per costruire il vostro puzzle.

Avrete messo a fuoco che la logica del “prendo i soldi e scappo” non funziona, non paga, non porta risultati a medio e lungo termine e che c’è un mondo che si apre molto oltre il “cerchiamo uno sponsor”.

Avrete maturato dentro di voi la consapevolezza che per le piccole, per le medie ma anche per le grandi organizzazioni vale il costruire giorno dopo giorno relazioni di fiducia che portano risultati magari non eclatanti nell’immediato, ma molto più solidi nel lungo periodo.

Potrete per sempre abbandonare la paura che si prova quando si dipende troppo da una sola categoria di sostenitori.

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Avrete assaporato la sensazione di pura libertà che si prova nel vedere che un vostro progetto ha conquistato l’attenzione di tanti piccoli donatori, persone a voi più o meno vicine che hanno percepito l’importanza, l’urgenza e il tipo di ricadute che state provando a generare all’interno della comunità con cui lavorate e hanno deciso di mettere a disposizione – ognuno secondo le proprie possibilità – le risorse economiche, relazionali o materiali necessarie per farlo.

Una campagna di crowdfunding vi cambia per sempre, cambia per sempre la vostra organizzazione. Una volta arrivati alla meta non sarete più gli stessi e soprattutto non potrete più farne a meno! Cosa aspettate? Settembre è alle porte!

Scopri il Premio Rete del Dono per la Cultura