Nel 2000 internet rivoluziona e coinvolge anche le Organizzazioni Non Profit che, nei paesi anglosassoni, iniziano a sperimentare nuove forme di raccolta fondi online.

Le Piattaforme web come Networks for Good e JustGiving, rispettivamente in USA e UK, nel corso del decennio anche grazie allo sviluppo del ”social web”, hanno registrato una crescita “record”, assistendo alla trasformazione dei sostenitori di un’organizzazione in veri e propri raccoglitori di fondi, in gergo Personal Fundraiser.

CERGAS Bocconi insieme a Rete del Dono, piattaforma web leader in Italia per la raccolta fondi online attiva dal 2011, ha realizzato il primo studio per analizzare il fenomeno del Crowfunding congiuntamente al Personal Fundraising, identificando i meccanismi di funzionamento e valutando i risultati (e i relativi impatti) sull’attività di raccolta fondi.

La ricerca, infatti, delinea il profilo del Personal Fundraiser, ovvero un sostenitore che sceglie di andare oltre la “semplice donazione liberale”, attivandosi in prima linea e avviando una “campagna di raccolta fondi”. Come? In occasione di un momento importante della propria vita – come una sfida personale o sportiva, o un festeggiamento … – dona e invita a donare la propria rete sociale con modalità on e offline. Tra le caratteristiche personali spicca la naturale predisposizione alla socialità. Grazie all’instancabile abilità di attivare connessioni, il Personal Fundraiser è in grado di ridurre rapidamente i 6 gradi di separazione tra Organizzazioni Non Profit e donatori, attivando la propria rete di contatti reali e virtuali, invitandoli a sostenere e a donare per la causa in cui crede. Il grafico qui sopra illustra l’identikit del Personal Fundraiser italiano attivo oggi.

Sulla motivazione che spinge il Personal Fundraiser a diventare ambasciatore di una buona causa insistono differenti fattori: la vicinanza alla causa, la vicinanza alla ONP, la motivazione personale, la curiosità, dove il principale driver è la SFIDA.

Le piattaforme di Crowdfunding a loro volta sono in crescita, e le Organizzazioni Non Profit (dato confermato anche dall’indagine dell’Istituto Italiano della Donazione del 2013), mostrano un crescente interesse verso questo strumento, poiché consente di allargare il proprio mercato di riferimento, raggiungendo un target che con gli strumenti di raccolta fondi tradizionali non veniva coinvolto, incrementando le donazioni, i potenziali nuovi donatori e i potenziali nuovi volontari.

Per quanto concerne l’identikit delle ONP che fanno Crowdfunding (hanno risposto alla survey 100 organizzazioni) queste sono prevalentemente impegnate in attività di cooperazione e sviluppo, si avvalgono più di personale volontario che dipendente e hanno prevalentemente sedi sul territorio nazionale. Non in tutte è identificato un responsabile della raccolta fondi in modo formale e, laddove questo manca tale ruolo viene ricoperto dalle cariche istituzionali più elevate (presidente/direttore generale).

Il 70% delle ONP intervistate ha affermato di aver attivato una campagna di Crowdfunding o di Personal Fundraising, il 37% di averla conclusa con successo. Tuttavia, il Crowdfunding è ancora considerato uno strumento che si affianca agli strumenti tradizionali di raccolta fondi (eventi e banchetti). Le ONP si muovono in una logica proattiva coinvolgendo loro stesse i Personal Fundraiser, utilizzando i social media (FaceBook, Twitter e canali YouTube) soprattutto per supportare e fidelizzare la community aggregata.

Di particolare interesse le logiche d’interazione tra Organizzazioni Non Profit e Personal Fundraiser. Il 47% delle ONP afferma di aver instaurato relazioni con i Personal Fundraiser legate a un singolo progetto.

In sintesi, il sistema si rivela attivo e in evoluzione, dove cresce e s’intensifica quello che viene definito "spazio di legittimazione", spazio che si crea attorno all'organizzazione, fatto di fiducia e stima. Tutto ciò genera non solo fiducia reciproca tra ONP e donatori ma soprattutto tra i donatori stessi, influenzando positivamente il consenso che si genera sull'intero settore. Dando fiducia ai propri sostenitori si crea “engagement” e “commitment” i giusti presupposti per coltivare la relazione con un “donatore sui generis” come il Personal Fundraiser.

Sul Canale Slideshare di Rete del Dono è possibile scaricare la presentazione della ricerca.